E dopo il «gelo» in sala arriva il black out

da Roma

La cravatta giallo canarino di Gianfranco Fini. Il volto tirato di Silvio Berlusconi. Lo chemisier oro di Alessandra Mussolini, sempre più magra da quando ha lasciato Alleanza nazionale. Il saluto con riverenza di Massimo D’Alema all’ex presidente Francesco Cossiga. Entrambi decisamente di buon umore, si scambiano grandi sorrisi. L’imbarazzo, ben celato, di Pierferdinando Casini. Il presidente della Camera riceve un applauso molto più convinto di quello rivolto a Berlusconi e quando nel suo discorso il segretario Udc, Marco Follini, attacca più o meno indirettamente il premier, impassibile, a Casini non resta che osservare la punta delle sue scarpe.
Fuori dal Palalottomatica, dove si è aperto ieri il congresso dell’Udc, alle dieci del mattino ci sono già quasi trenta gradi ma dentro l’atmosfera è freddina. E non soltanto a causa dell’aria condizionata. I delegati arrivano alla spicciolata ma le tribune in alto sono tutte vuote e molte file lo resteranno fino alla fine. Senza contare che l’applauso più caloroso, convinto e lungo se lo guadagna un politico del passato ovvero Alcide De Gasperi, citato più volte dal segretario insieme con Aldo Moro. A seguire il battimani rivolto a Cossiga (anche per merito della presentazione entusiastica del presidente del Congresso, Salvatore Cuffaro) e poi l’ovazione per Casini.
Nell’attesa che il segretario prenda la parola gli altoparlanti diffondono le note di canzoni che raccontano di “centro”: Centro di gravità permanente di Franco Battiato, Al centro del mondo degli 883 e ovviamente l’inno dell’Udc. Prima dell’inizio risuona l’inno di Mameli e tutti si alzano in piedi, qualcuno con la mano sul cuore.
Follini non tradisce il suo stile sobrio e moderato, niente toni strillati. Però un paio di battute chiama-applausi le spara anche il controllatissimo segretario. In particolare piace alla platea la frecciata al leader della Margherita, Francesco Rutelli, sulla «cicoria» che non gli va giù. Secondo il numero uno del partito di via Due Macelli, sono proprio le manovre dei suoi alleati e dello stesso Prodi. I delegati presenti gradiscono pure gli attacchi alla Lega e la rivendicazione dell’identità cattolica che non significa suddittanza alle gerarchie ecclesiastiche. In generale i commenti dei delegati sono molto positivi a parte il rammarico dei siciliani che non hanno gradito la dimenticanza del Sud. «Follini non ha mai citato il Mezzogiorno», osservano indispettiti.
Se durante la relazione del segretario tutto fila liscio anche dal punto di vista tecnico, la ripresa dei lavori nel pomeriggio si apre con un guasto che si trasforma pure in un’involontaria gaffe. La prima a prendere la parola è la delegata Giuliana Ballarini, da Lodi. A sceglierla era stato il presidente del Congresso, Salvatore Cuffaro, proprio per un omaggio alla parte femminile, per la verità assai scarsamente rappresentata nell’Udc: soltanto quattro donne sull’affollatissimo palco della presidenza. La Ballarini riesce a parlare però soltanto per pochi minuti. Un improvviso black out infatti la lascia senza voce e pure al buio per una manciata di interminabili secondi. Poi il ritorno dell’energia elettrica le ha permesso di riprendere subito il suo discorso.
Oggi sono attesi gli interventi del ministri Carlo Giovanardi, Mario Baccini e Rocco Buttiglione. Casini invece dovrebbe intervenire domani alle 11 subito prima del discorso conclusivo di Follini.