E il giornalista cede al «Papaboy»

Chi l’ha vissuta non la potrà mai dimenticare. Chi c’era si ricorderà per sempre chi aveva vicino, con chi ha partecipato a questa emozione. E sono convinto che anche il protagonista di una mattina da brividi conserverà il fascino di quella piazza. Perché migliaia di giovani che gridano, cantano, saltano, sorridono alla vita non è roba da tutti i giorni.
Non sono stato ad un concerto rock, neanche alla finale di coppa tra due squadre di calcio. Non ero in discoteca, neanche ad un rave party tanto cari a certi giovani. Domenica mattina avrei dovuto essere un giornalista abbottonato vestito in giacca e cravatta perché di quell’evento avrei dovuto raccontare come inviato del «Giornale». Ma una volta arrivato a Matteotti (...)