E a giorni uscirà il suo «Io no», biografia e testamento morale

Io no, la biografia dello studioso e biografo di Hitler Joachim Fest sarà in vendita nelle librerie tedesche dal prossimo 22 settembre. È una raccolta di memorie d'infanzia e gioventù attraverso cui lo scrittore racconta uno dei periodi più bui del passato tedesco. Testimonianza della degenerazione morale della Germania nazista, Io no è allo stesso tempo un omaggio dello scrittore ai propri genitori, da sempre critici nei confronti dello spirito e della politica di allora. Lo stesso titolo deriva da uno degli insegnamenti che il padre aveva trasmesso al figlio fin da piccolo, ovvero: «Anche se tutti gli altri partecipano, io no». La biografia di Fest non è dunque un manuale di storia ma un racconto di vita privata, in cui si riflettono le vicende del proprio tempo, che durante la sua adolescenza è stato quello dell'avvento di Hitler e del nazionalsocialismo. Documento personale ma anche critico, Io no fa rabbrividire il lettore di fronte alla «banalità del male, che invade il mondo grazie a sostenitori compiacenti tra cui riconoscere quelli che erano fino a poco prima amici intimi o vicini di casa». Massimo storico del Terzo Reich, non solo di Hitler, ma anche dei grandi gerarchi come Speer, Goebbels e Goering, Fest è noto soprattutto per la sua monumentale biografia del Führer, tradotta in una ventina di lingue. Tra le altre sue opere pubblicate in Italia: La libertà difficile (1992), Obiettivo Hitler (1996), Il sogno distrutto (1996), Speer. Una biografia (2000), tutti per Garzanti, e Il volto del Terzo Reich (Mursia, 2001). Mai tentato dalla sirena del revisionismo, anche se fu storico controcorrente e amava definirsi «conservatore liberale», Fest non esitò anche a denunciare un sempre strisciante antisemitismo tra gli intellettuali di sinistra.