E Giovanardi critica Casini: errore isolarci

da Roma

«Nel giorno in cui Marco Follini aderisce al gruppo dell’Ulivo del Senato, l’Udc non può correre il rischio di assumere atteggiamenti di isolamento non capiti dalla sua base elettorale». Carlo Giovanardi ha preso spunto dalla definitiva inclusione dell’ex segretario centrista tra i parlamentari della sinistra per criticare le scelte dell’attuale dirigenza della Vela. A dividere il partito è l’incontro con il presidente della Repubblica, chiesto dagli altri partiti dell’opposizione. Scelta che Pier Ferdinando Casini ieri ha liquidato sostenendo la sua inutilità. «Se dal Quirinale uscirà una soluzione miracolosa - ha ironizzato - sarò il primo ad applaudire i protagonisti di questo miracolo, ma credo che le cose rimarranno così». La tesi della maggioranza dei centristi, spiegata ieri sia da Casini sia dal segretario Lorenzo Cesa, è che la crisi del governo Prodi non potrà che essere parlamentare. «Noi - ha argomentato Casini - dobbiamo incalzarlo in Parlamento, facendo capire ai moderati del centrosinistra, che per loro è troppo gravoso l’appoggio a Prodi».
Uno scenario che Giovanardi non condivide. «Una volta appurato che i partiti della Cdl andranno dal presidente Napolitano non per chiedere inutilmente a titolo propagandistico le elezioni anticipate, ritengo sia invece ragionevole e opportuno che anche l’Udc sia presente all’incontro, per rappresentare al presidente Napolitano le nostre preoccupazioni per la grave crisi politica del nostro Paese».
Sempre in ambito cattolico, ma dentro Forza Italia, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni si è detto dispiaciuto per questa divisione nell’opposizione. Anche perché l’incontro al Quirinale consiste nel «raccontare al capo dello Stato la situazione particolarmente precaria in cui versa un governo che visibilmente ha perso la maggioranza dei cittadini».
Approvazione anche dal Nuovo Psi il cui segretario Stefano Caldoro considera la scelta di andare da Giorgio Napolitano «legittima e politicamente utile».
Le opzioni che i partiti della Cdl sta valutando sono diverse. A fare pressione per andare subito al voto è soprattutto la Lega Nord. Il capogruppo alla Camera Roberto Maroni ha spiegato che a Napolitano la Cdl chiederà «elezioni subito». Per un governo stabile, non istituzionale o balneare. Il vicecapogruppo Roberto Cota teme soluzioni metà. E avverte che, casi come quello Unipol, «non possono essere viste come responsabilità esclusive di Padoa Schioppa». A dare corpo alla protesta il quotidiano leghista La Padania che ha lanciato una petizione con l’obiettivo di mandare «Prodi a casa - Elezioni subito».