E con Giuliano gli estremisti rialzano la testa

Un sms invita i centri sociali a riorganizzarsi. E ieri subito occupato un altro stabile a Città Studi

Milano «Giuliano vince. Alé! Ci riorganizziamo?». L’sms parte alle 22.52 di lunedì da un cellulare molto conosciuto negli ambienti dei centri sociali milanesi, un numero «storico» del Leoncavallo, che non è mai cambiato negli anni. Il messaggio raggiunge telefonini altrettanto noti, appartenenti a personaggi e leader di altri gruppi di autonomi, legati al Vittoria e persino al Bulk, da anni demolito e chiuso. È un momento di grande fibrillazione per la sinistra radicale milanese. Sono state scrutinate poco più di metà delle schede sotto la Madonnina, ma per l’elettorato di sinistra Giuliano Pisapia, che pure andrà al ballottaggio con Letizia Moratti, ha già vinto. In corso Buenos Aires, davanti al teatro Elfo Puccini che dell’avvocato candidato sindaco è il quartier generale, sembra di tornare indietro nel tempo.

Ed è allora che l’sms appare sul display di diverse persone tra la folla. Che, non appena lo leggono, esultano e non esitano ad alzare il pugno chiuso e a intonare «Bella Ciao», mentre la banda intona l’inno di Potere operaio, «Stato e padroni».
Il messaggio è un chiaro invito dei vecchi amici dell’estremismo di sinistra a ritrovarsi. A Milano il connubio tra centri sociali e politici di area è sempre stato un fiore all’occhiello degli alternativi radical chic. Qualche anno fa, quando Livia Turco era ministro della Salute e venne a Milano, disertò persino un impegno istituzionale pur di andare a prendere «un tè al Leonka».

E che dire poi della carriera politica di alcuni appartenenti ai centri? Per esempio l’ex leader e portavoce del centro sociale di via Watteau, Daniele Farina, classe 1964, dal 2001 al 2006 è consigliere comunale a Milano per Rifondazione comunista e dal 2006 al 2008 viene eletto deputato alla Camera. Attualmente Farina è coordinatore provinciale di Sinistra ecologia e libertà. E ieri, tanto per non smentire da che parte sta, Daniele ha subito spalleggiato il gruppo di 9 anarchici che in mattinata sono stati sgomberati da uno stabile che avevano occupato, una villetta novecentesca, sede di alcuni uffici Aler (e adiacente all’abitazione del presidente del tribunale Livia Pomodoro) in via Andrea del Sarto, in zona Città Studi. Il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, infatti, ieri mattina aveva dichiarato che lo sgombero sarebbe stato «uno degli ultimi» se al ballottaggio sarà riconfermata la vittoria della sinistra. E Farina ha ribattuto: «Noto che anche oggi l’ex vicesindaco De Corato si erge a flagello dei centri sociali».

Passiamo poi a personaggi milanesissimi come Davide Maria «Atomo» Tinelli, già poliedrico consigliere comunale per Rifondazione tra il 1993 e il 2006, noto per essere intervenuto in Consiglio al suono di musica rap e molto ben inserito nei centri sociali. L’altro «simpaticone» alternativo milanese dopo Tinelli (che, peraltro, in queste elezioni ha preso 725 voti con il Sel) è Emilio Daniele detto «Face» che sul sito del Leonka veniva indicato come «il nostro candidato in consiglio comunale» e che, sempre con Sel, in questa tornata elettorale ha raccolto 194 preferenze.
Poca fortuna politica ha avuto invece Francesco «Franz» Purpura, 38 anni, ex leader storico del centro sociale «Deposito Bulk», ma passato anche per il Leoncavallo e il Movimento di massa antiprobizionista, nonché attivista alla facoltà di Scienze politiche della Statale.

Purpura si era presentato alle comunali nelle fila di Rifondazione, ma con scarsi risultati. Nessuna velleità elettorale, invece, per Elio Luppoli, anche lui storico leader del centro sociale Vittoria, fino a qualche anno fa presente a tutte le manifestazioni.
Uno dei veri grandi amici «alternativi» di Giuliano Pisapia è però sicuramente Paolo Limonta, 53 anni, personaggio trasversale della sinistra milanese e al quale l’avvocato ha affidato il coordinamento dei suoi comitati elettorali. Naturalmente c’era anche lui l’altra sera in corso Buenos Aires. Di corporatura massiccia, Limonta è stato considerato per tanti anni dalla questura di Milano l’«interlocutore ideale» tra polizia e centri sociali. Insegnante in una scuola elementare, pacioso ma deciso, Limonta in questi anni ha più volte partecipato ai cortei anti-Gelmini.

E, tra l’entusiasmo dei festeggiamenti pro Pisapia, arrivano anche le precisazioni di William Sisti, l’ex dirigente ora 59enne del Movimento lavoratori per il socialismo, l’Mls, che nel 1977 avrebbe dovuto essere rapito e ricevere una lezione in quanto sospettato di aggredire i militanti degli altri gruppi. «Mai sentito il nome di Pisapia - rivela in un’intervista uscita ieri su Oggi - E non seguii il processo negli anni Ottanta, perché non ero parte lesa».