E il governatore spende 13 milioni in spot e manifesti

La campagna pubblicitaria della Regione Campania: fondi europei per spiegare ai cittadini come saranno utilizzati i fondi europei

da Napoli

La delibera porta la data dell’8 febbraio scorso, in pieno «caos munnezza». La Regione Campania ha stanziato qualcosa come 13 milioni e 200mila euro per promuovere la propria immagine.
Tanto per dire, trattasi della stessa cifra che la Provincia di Napoli metterà a bilancio per la raccolta differenziata. Solo che il governatore Antonio Bassolino quei fondi li ha destinati per far sapere ai cittadini come spenderà altri fondi, quelli che l’Unione europea ha messo a disposizione per il Piano operativo regionale, il Por. La campagna di comunicazione si basa su dodici progetti, dalla cartellonistica all’animazione, dal festival dell’Europa a «Campania Europa news», dal manuale d’uso immagine coordinata al coordinamento con altre regioni d’Europa. Già solo i titoli hanno fatto scattare in piedi l’opposizione, che accusa la giunta di sprecare soldi che dovrebbero servire invece allo sviluppo della regione. «Quello di Bassolino è un modo molto napoletano e campano di spendere il denaro pubblico. Con questo tipo di spese la Campania non farà passi in avanti», punta il dito il capo dell’opposizione di centrodestra in consiglio regionale, Francesco D’Ercole (An), che ha scovato la delibera. Lo stanziamento più cospicuo è quello riservato alla pubblicizzazione degli interventi del Por, il progetto numero 3: 4 milioni e 200mila euro, poco meno di un terzo sul totale, da spendere fino al 2013 per far conoscere ai cittadini «i benefici e dei risultati del Por», e renderli «consapevoli del ruolo svolto dall’Unione europea, dall’Italia e dalla Regione Campania per lo sviluppo innovativo e sostenibile del territorio». Come se il territorio non fosse invece sommerso dai rifiuti, segnala D’Ercole, che parla di «nuovo esempio di spreco di denaro pubblico» e lamenta: «Bassolino, rispetto a quello che accade e gli accade, dinanzi all’Italia e all’Europa, rispetto all’uso distorto dei fondi pubblici, resta completamente indifferente».
Tanto più che alla voce organizzazione del Piano di comunicazione, è spiegato che «l’autorità di gestione si avvarrà di servizi esterni per la realizzazione delle diverse azioni di comunicazione». In sostanza, spiega D’Ercole, «la Regione spenderà soldi del Por per far conoscere il Por. Mi pare assurdo. Ritengo, invece, che queste siano operazioni create unicamente per fare clientele. Siamo in campagna elettorale no?». Per le «Campagne di comunicazione» la Regione pensa di spendere il denaro in «cartellonistica, manifesti, locandine, spot per il circuito televisivo, cinematografico e radiofonico, inserti nei quotidiani e periodici locali e nelle edizioni locali dei quotidiani nazionali, gadget, organizzazione di convegni e forum, realizzazione di video».
Altri tre milioni sono stati destinati al progetto numero 12, che ha come obiettivo la «trasparenza e accessibilità alle opportunità offerte», fornendo informazioni per facilitare «l’accesso agli atti pubblici e la conoscenza da parte dei cittadini dei benefici e dei risultati del Por». «C’è un utilizzo deforme di questi fondi - incalza D’Ercole -. La Regione dovrebbe utilizzarli per far crescere la nostra regione. Invece... ».
carminespadafora@libero.it