E il governo porta Siemens agli Erzelli

Ancora milioni, e tanti, su Genova. Soldi che il governo accusato di fare solo tagli ora stanzia, anche negli ultimi giorni di lavoro. Ed è Mariastella Gelmini, una delle ministre più bistrattate a firmare in extremis il via libera ad altri 25 milioni di euro, che per la città significheranno 3000 posti di lavoro e la «cattura» di un’azienda mondiale come Siemens che affiancherà Ericsson nella realizzazione di un Polo tecnologico degli Erzelli definitivamente operante.
A rivelare l’accelerazione definitiva al progetto è Michele Scandroglio, deputato e coordinatore regionale del Pdl, che però non ne fa una questione politica. E anzi non ha problemi a dare subito il dovuto merito all’impegno che ci ha messo anche Mario Tullo, deputato Pd. Lui, al pari dell’altro onorevole (stavolta Pdl) Roberto Cassinelli, non si è arreso al precipitare della situazione politica e si è dato da fare con quella strana «lobby» ligure trasversale per portare a compimento il progetto iniziato e che non sarebbe stato lo stesso senza l’ingresso di Siemens negli Erzelli. Ora le due aziende ai vertici del mercato mondiale potranno trasferire a Genova i loro centri di ricerca. «Si immaginava - sottolinea Scandroglio - di darne notizia ad iter concluso, solo dopo che la parte burocratica del protocollo fosse completata, per evitare uno stop and go. Per correttezza di informazione, attualmente siamo in fase di predisposizione degli atti finali del protocollo, infatti, l'assessore regionale Renzo Guccinelli, con il quale sono sempre stato in stretto contatto circa l'iter regionale della questione, sta in queste ore raccogliendo tutte le sottoscrizioni necessarie e già in giornata potrebbe essere data una ulteriore buona notizia».
Una sinergia tra parlamentari di entrambi gli schieramenti ed enti locali, che porterà qualcosa di positivo a Genova. E grande merito di questa svolta va riconosciuto al ministro Gelmini. «Dobbiamo ringraziarla, non ha mai mancato di porre alla nostra Genova tutta la attenzione necessaria, rendendosi disponibile ad accogliere le richieste del territorio - aggiunge il parlamentare del Pdl -. Giunge a termine un percorso che ha visto impegnati insieme a me i colleghi genovesi, Mario Tullo e Roberto Cassinelli in particolare. Un lavoro corale per non fare perdere alla nostra città una delle più grande opportunità di rilancio che realmente si siano appalesate. Parliamo di quasi 3000 posti di lavoro ad alta specializzazione ed un concetto di campus unico in europa. Mancano ancora alcune cose come la logistica da perfezionare e il sì dell’Università che dovrebbe essere la più interessata al futuro dei giovani studenti».
Ecco, in coda, un accenno a quello che è un altro problema tutto genovese. L’Università che non si decide. «Deve fare la sua parte - insiste Scandroglio -. Così come la devono fare il Comune e la Provincia. Perché è troppo facile lamentarsi sempre e dare la colpa al governo». Già, il governo. Taglierà da molte parti, ma è anche vero che proprio in questi ultimi giorni, purtroppo anche a causa della doppia alluvione che ha colpito la Liguria, non si è certo risparmiato. E due giorni fa ha sbloccato anche i fondi Fas. «La verità è che questo governo non ha tagliato alcun fondo - conclude il coordinatore ligure del Pdl -. Semmai ha razionalizzato le spese. Invece il circuito mediatico ha saputo tradurre tutto questo nella parola d’ordine: tagli per tutti». Ora poi, quando sarà il momento del taglio del nastro, nessuno si ricorderà di dire che gli Erzelli sono «colpa» di un governo che a Genova ha dato tanti, tanti soldi. Bisognerà comunque dire che il governo è quello che taglia i fondi.