E il governo Zapatero fa l’intollerante: vuol rimandare a casa tutti i romeni

da Madrid

Sorprende sempre il ministro del Lavoro e Immigrazione Celestino Corbacho. Il giorno stesso dell’approvazione definitiva del suo controverso piano di ritorno per gli immigrati residenti in Spagna, il titolare del dicastero del Trabajo ha annunciato che sta già pensando ad una misura analoga, ma specifica per i cittadini romeni. Secondo le dichiarazioni del politico socialista infatti, «il governo spagnolo contempla la creazione di una misura simile al decreto legge di Aiuto per il ritorno volontario» adatta ai cittadini romeni, che fanno parte dell'Unione Europea. Corbacho ha rilasciato la dichiarazione dopo essersi riunito con l'Alto Commissario per l'Emigrazione romeno Petre Roman, in visita a Madrid, con il quale ha appunto accordato formule di cooperazione per «diffondere tra la comunità romena di Spagna il programma di ritorno volontario del Governo romeno». Il piano consisterebbe nel «far conoscere ai romeni disoccupati in Spagna le opportunità che gli offre il loro Paese che attualmente vive un momento di grande sviluppo economico e ha bisogno di lavoratori», secondo quanto ha affermato il ministro. Non è invece chiaro se anche questo piano di ritorno sarà un altro ponte d’argento, come la stampa spagnola ha già definito il progetto appena approvato. Da mercoledì infatti, il governo spagnolo pagherà due volte tutti i contributi di disoccupazione a quegli immigrati disoccupati che decidano di tornare nel loro Paese, in cambio della «requisizione» dei permessi di lavoro e soggiorno per almeno 3-5 anni, ma Corbacho non ha specificato se si sta cercando un accordo simile.
Il ministro del Lavoro punta quindi a sensibilizzare quei 24.823 romeni attualmente disoccupati che si trovano in Spagna, ma sicuramente pensa anche a tutta una comunità di 700mila persone, molte delle quali saranno probabilmente destinate a perdere il lavoro a causa della fortissima crisi che attraversa il Paese. Proprio ieri infatti i dati statistici parlavano di un aumento di 95.367 disoccupati solo a settembre e di 608mila negli ultimi 12 mesi. Bisognerà però aspettare per essere sicuri delle azioni di un ministro che, da quando si è insediato, è stato costretto più volte a rimangiarsi pubblicamente ciò che aveva detto. L'ultima, quando annunciò la sospensione dei contratti in origine degli immigrati, per fare spazio ai lavoratori spagnoli.