E Grillo ribadisce: «Il terzo valico si fa»

Il Terzo valico è finanziato e si farà: lo ribadisce, ancora una volta, il senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni di Palazzo Madama, replicando con fermezza alle dichiarazioni dell'onorevole diessino Graziano Mazzarello che aveva rimesso in discussione lo stanziamento dello Stato per l’infrastruttura ferroviaria sulla base delle recenti dichiarazioni del professor Andrea Monorchio alla Camera. «Spiace - attacca Grillo - dover constatare che Mazzarello ha preso un granchio. Il professor Monorchio, in Commissione alla Camera, ha affermato infatti che l'Ispa, la società Infrastrutture Spa, non può finanziare la tratta dell'Alta Velocità Milano-Genova con le stesse modalità con cui ha finanziato la tratta Torino-Milano-Roma-Napoli. L'Ispa, però - spiega ancora il senatore di Forza Italia -, può finanziare tranquillamente la Genova-Milano in quanto è garantita nel finanziamento dai contributi quindicennali iscritti nel bilancio dello Stato, come prevede in particolare l'articolo 17 della legge Finanziaria attualmente in discussione». Tutto questo, del resto, rientra nelle decisioni prese dal Cipe, il Comitato dei ministri economici, in diverse delibere, l'ultima delle quali, il 3 agosto scorso, ha chiarito a quanto ammonta il costo dell'opera, quali sono i soggetti interessati a realizzare il progetto e la tempistica in ordine all'avvio dei cantieri. Nessun dubbio, pertanto, sulla realizzazione dell’opera tanto necessaria all’economia genovese e ligure, anche se Mazzarello insiste che «il professor Monorchio ha detto chiaro e tondo che non ritiene il Terzo Valico remunerativo, e che, quindi,l’Ispa non lo finanzierà». Il deputato diessino ne approfitta per accusare, in particolare, «le bugie dell’ex governatore Sandro Biasotti e dello stesso Grillo». Il quale, invece, rintuzza punto per punto l’interpretazione pessimistica di Mazzarello, riconfermando la prossima apertura dei cantieri sulla base del percorso tracciato a suo tempo nella legge Obiettivo e, finora, puntualmente portato avanti dal governo per tutta la serie di grandi opere pubbliche.