E il gsm sale su 100 milioni di macchine

nostro inviato a Barcellona

«I prossimi 100 milioni di abbonati ai telefoni cellulari saranno le macchine». Lo spiega Oozi Cats imprenditore israeliano che nel 2003 ha rilevato l’italiana Telit e dal 2005 in poi ha rinnovato il business della società che ora conta tra gli azionisti anche un gruppo di investitori guidati da Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia.
Non potendo combattere nella produzione di telefoni cellulari con campioni come Nokia e Samsung, Telit si avvale ora di crescite del fatturato a due cifre grazie a un business nuovo, ma con grandi potenzialità. Si tratta del cosiddetto M2M ossia machine to machine (da macchina a macchina) che permette di mettere in comunicazione apparati con sistemi aziendali tramite le reti gsm. Le applicazioni sono le più svariate: si va dal controllo delle flotte aziendali, alla telettura dei contatori di luce e gas, alla rilevazione dei sistemi di allarme, a quella dei terminali di pagamento. In pratica Telit costruisce soltanto il «cuore» del sistema gsm, ossia il modulo che permette a qualunque apparato di connettersi a una rete mobile, a cui vengono inviati i dati rilevati che sono poi trasmessi a un computer per l’elaborazione. Un business in grande crescita che prevede ricavi (sia per l’hardware sia per la connettività) pari a 200 miliardi di dollari da qui al 2011. In quella data infatti secondo John Roese, capo dello sviluppo tecnologico di Nortel le «chiamate» provenienti dalle macchine saranno superiori a quelle umane.
All’avanguardia in questo campo sono gli operatori asiatici. Nella Corea del Sud infatti Sk Telecom offre in collaborazione con Samsung per 5 dollari al mese la possibilità di effettuare un completo telecontrollo della casa (dalle luci al riscaldamento). E in Gran Bretagna Rentokil, azienda attiva anche in Italia nel settore della derattizzazione ha messo a punto un sistema di trappole per topi digitali (che avvisano quando sono «piene») per lo stadio di Wembley. Quanto agli operatori c’è già chi, come l’inglese Orange, ha messo a punto un comparto che si occupa solo di business M2M. Anche in Italia il settore cresce a un ritmo del 30% annuo anche se i fatturati sono ancora marginali. Quanto a Telit, che ha recentemente vinto una commessa per il controllo di 500mila contatori in Olanda, perderà presto l’azionista Bernabè che ha già detto di voler rinunciare alle sue partecipazioni nel settore delle tlc.