E i bambini cantano e ballano in genoano

Poveri noi. Poveri nostri figli e nipoti, condannati all'inferno in terra. In un mondo globalmente malato, nella folle gara allo sfacelo dei Paesi di più antica tradizione civile sta sciaguratamente imponendosi il nostro, paradossale patria del Diritto e del rovescio. L'assurda uccisione di un innocente nella piazzola di un autogrill per sciagurato colpo di pistola di un agente stradale è servita da pretesto per scatenare la caccia al Poliziotto a macchia di leopardo. La crescente ondata d'odio per la Divisa che rappresenta l'odiata Legge ha sfondato. Bisognava fermare il campionato? Ma bravi! Ma chi lo dice lo sa cos'è «comunque» successo a Roma e Milano dove pure non si è giocato, e non è successo a Torino, Firenze, Parma e Siena dove si è giocato? Insomma, per loro Stato e Autorità - che già troppo spesso vilmente cedono alla legge della foresta - avrebbero dovuto calarsi i calzoni ancor più del solito...
La nostra società cosiddetta civile è ridotta al punto che il 95% dei benpensanti è prigioniero del 5% costituito da violenti e prevaricatori. La stragrande maggioranza degli eletti a governarci, unanimemente divisa su tutto, riesce infatti a governare non più che i propri interessi di bottega. E la stragrande maggioranza di coloro che sono istituzionalmente preposti a garantire l'incolumità dei cittadini «normali» e le loro legittime iniziative non ha né la voglia né il coraggio di disinnescare con rigida autorevolezza i delinquenti abituati.
Così stando le cose ha ancora senso parlare di calcio, infallibile cassa di risonanza e dunque naturale vittima sacrificale delle strumentalizzazioni più efferate? Nel mio piccolo rispondo che semmai ne ha più di prima, non foss'altro come orgogliosa risposta di libertà; pur se sarebbe opportuno parlarne meno - e in modi più morigerati - in favore dello Sport autentico, quello che si dovrebbe fare prima che guardare, e semmai di musica, poesia, diritto, economia, storia e geografia...
Mi ostino dunque a parlare di bieco calcio professionistico ribadendo tre necessità che ritengo basilari. Primo: disinnesco assoluto, da parte delle Questure, dei conosciutissimi delinquenti abituali che ricattano i club e spaventano le famiglie che amerebbero frequentare lo stadio. Secondo: divieto assoluto di trasferte di massa. Terzo: costruzione occultamente favorita dallo Stato di stadi di proprietà dei singoli club, gestiti e protetti dai titolari.
Ed eccomi ai nostri eroi.
Quando subisce un gol, la Sampdoria perde e non segna; quando segna, vince 3-0. Poiché è rispettivamente accaduto 5 e 4 volte, non può essere casuale. Comunque va bene così. Rimessa in ordine la classifica rinunciando all'ambizioso «3-4-3» in favore di un giudizioso «3-5-2» più consono all'organico a disposizione di Mazzarri (per il match con l'Empoli, voto alto per Castellazzi, Campagnaro, Volpi, Maggio e Bellucci), si guarda agli impegni post pausa azzurra nella serena speranza di poter contare sul progressivo prezioso apporto di Accardi, Palombo, Delvecchio, Bonazzoli e Cassano per l'eventuale salto di qualità.
Il Genoa ha raccolto 2 soli punti sui 15 ultimamente in palio, ma guai se si scoraggiasse visto che il «3-5-2» cui si è giudiziosamente convertito Gasperini non soffre né tecnicamente né tatticamente la contrapposizione di qualsivoglia avversario. In più, specificamente a Reggio Calabria mancava l'imprescindibile Borriello, e sarebbe magari bastato vedersi assegnare il solare rigore su Konko in inizio di partita per ottenere almeno un pari. Il problema di fondo nasce purtroppo da un assetto difensivo, allarmante nella contrapposizione aerea, che non può prescindere da Bovo centrale; e si sviluppa sulla conclamata imprescindibilità assoluta di Borriello. Si fa presto a dire che un uomo da solo non cambia una squadra, poi però si è costretti ad accorgersi che «uno degli undici» come Borriello in questo Genoa fa «da solo» la parte di 3 o 4 undicesimi di squadra. Sicché delle due l'una: o Figueroa riuscirà a dimostrarsi totalmente recuperato entro Natale, o a gennaio bisognerà trovare sul mercato l'affidabile vice Borriello che manca.