E i bresciani continuano la trattativa

da Milano

Trattative a oltranza per le nozze tra Mittel e Hopa. Ieri sera, come ha precisato la stessa holding di Giovanni Bazoli, non vi era ancora «alcun accordo» ma se gli advisor troveranno la quadratura del cerchio, il progetto di fusione passerà oggi al vaglio delle due promesse spose (Hopa riunisce anche il patto di sindacato). Il risultato della fusione sarebbe una super cassaforte radicata nel Bresciano e con un ampio bouquet di partecipazioni in Piazza Affari: a partire dagli investimenti nel settore bancario e dell’editoria, e dal 3,7% di Telecom Italia. Ecco perché, se si trovasse l’intesa, questa mattina Borsa Italiana potrebbe sospendere dalle contrattazioni il titolo Mittel, che già venerdì scorso ha messo a segno un rialzo del 5,12% a 6,89 euro (più 27,5% da fine dicembre). Dal punto di vista tecnico lo schema dell’operazione dovrebbe vedere Fingruppo, la cassaforte di Emilio Gnutti, rafforzare ulteriormente la propria presa sulla controllata Hopa. A quel punto Mittel rileverebbe il 51% di Fingruppo, con un esborso in denaro prossimo ai 250-300 milioni. Infine, Mittel, Hopa e Fingruppo si fonderebbero con un’operazione carta contro carta: secondo alcune indiscrezioni il concambio dovrebbe valorizzare Hopa 1 euro per azione circa. Gran tessitore dell’operazione è stato Bazoli, che siede anche alla presidenza di Intesa Sanpaolo e che dovrebbe ricoprire lo stesso incarico nella nuova Mittel. La vicepresidenza dovrebbe invece essere affidata a
Romain Zaleski, il finanziere da sempre vicino allo stesso banchiere bresciano, e a Ettore Lonati. Marco Morelli sarebbe l’amministratore delegato con l’incarico di gestire la fase di transizione.