E i clienti si scatenano sul web

In internet si fa chiamare «GufoRomeo». Col suo sito pubblica e gestisce le recensioni delle prostitute milanesi in Google Maps. Per decine di volte è stato identificato dalle forze dell’ordine che gli hanno contestato gli atti osceni in luogo pubblico e lo sfruttamento della prostituzione mentre «testava» le prestazioni delle squillo di strada, ma l’ha sempre fatta franca. Chi si nasconde in rete dietro questo nikname? Per molti habituée dei siti porno è una specie di messia dedito a dispensare consigli ai colleghi assidui frequentatori di prostitute; per altri sarebbe un «pappa super tecnologico», che sfrutta i proprio vizio per trarre profitti illeciti. Lui nega. GufoRomeo è un cinquantenne di razza padana, forse un falegname o un commerciante nel settore hi-tech. Attualmente è sotto processo per tentata rapina ai danni di Alina Diana Rotaru, una prostituta romena che, evidentemente, non ha incontrato il suo gradimento. Ammette: «Sono circa 20 anni che frequento queste ragazze. Perché non cerchiamo di vederle come le bocche di rosa della situazione piuttosto che come meretrici da strapazzo? A me interessa mettere a nudo l’incapacità dello Stato di gestire un fenomeno che oramai va del tutto legalizzato!». E se non è soddisfatto della prestazione, propone ai suoi simili: «Ci potremmo organizzare, bucarle le gomme con un punteruolo». Snocciola anche argute consulenze legali: «Non sfrutti proprio niente, sul punto c'è giurisprudenza costante: al più atti osceni in luogo pubblico, ma se sei in camper o in un furgone non si rischia nulla. Attenzione - scrive - ai controlli casuali dei puffi (così chiama le forze dell’ordine, ndr). Se tenete in regola i documenti non c'è nessun pericolo di sanzioni, neanche se vi sorprendono in flagranza di....». Perfino un sindacalista: «Non c'è più rispetto per noi puttanieri. Dobbiamo fondare un’associazione, eleggere un presidente per difendere il nostro sacrosanto diritto alla ...». GufoRomeo si illude ipocritamente che le donne con cui va siano libere. Però su una cosa siamo d’accordo: «Se prendiamo una sola di loro, anche la più sciocca, credo che abbia più coglioni di tutti noi messi insieme».