E i collezionisti d’Italia serrano i ranghi a Bologna

Anche in Italia i soldatini entrano al museo. Sono stati proprio alcuni collezionisti ad unire i loro eserciti e ad esporli nelle sale del Museo nazionale del soldatino Mario Massaccesi a Bologna: dovevano pur risolvere in qualche modo il classico aut aut delle mogli «o fuori i soldatini o fuori io» e così, per la quiete famigliare, nel 1974 hanno pensato di mettere in fila oltre dodicimila esemplari (ma negli scatoloni, pronti a mettersi in bella mostra, ve ne sono altri trentamila) costruiti negli ultimi trecento anni, dai modelli piatti di stagno creati in Germania dal fonditore Hillpert a fine Settecento a quelli a tutto tondo di piombo dell’Ottocento, dai militari di legno degli anni Trenta modellati da un artigiano praghese ai più recenti autarchici di pasta con le loro dotazioni di mezzi di latta e, ancora, dalle rarità realizzate in creta dipinta a mano al guerriero cinese costruito con la pasta di farina di grano duro, ai più semplici soldatini di gomma o di plastica, oltre a cavallerie piemontesi, artiglierie russe, guardie reali inglesi, crociati e truppe battenti bandiere di ogni continente.
Non solo: vi sono anche i «parenti poveri» dei soldatini, cioè quelli di carta, in fogli o ritagliati, e poi le figurine storiche, minuziose riproduzioni iconograficamente perfette che ricostruiscono la storia dell’umanità, dai carri egizi ai mezzi militari utilizzati nella guerra del Golfo.
Tante le rarità, come due introvabili bambolotti del soldato Joe, prodotti nel 1960, e i soldatini di piombo placcati d’oro regalati nel 1812 da Napoleone I a suo figlio, quello a cui diede il titolo di re di Roma, che furono ridipinti per far sì che, dopo la sconfitta dell’imperatore, gli austriaci di Metternich non riconoscessero i francesi in fuga proprio da quel piccolo preziosissimo esercito.
Ma anche al Museo del figurino storico, nel castello di Calenzano (Firenze) vi sono eserciti schierati, pronti a raccontare la storia di questa antica passione e insieme le vicende del mondo, anche attraverso il guerriero villanoviano dell’ottavo secolo avanti Cristo, il centurione romano e il legionario al campo del primo secolo dopo Cristo e poi, via via, cavalieri normanni, templari, cacciatori lombardi, ussari, granatieri, bersaglieri, fino alle compagini della seconda guerra mondiale.