E i comici: bere alla guida? Non è mica uno scherzo

Raul Cremona, l'attore comico che si è fatto conoscere con il personaggio del mitico mago Oronzo, parodia di Silvan, quando è al volante non scherza e a fare trucchetti non ci pensa proprio. In vita sua non è mai stato fermato per soffiare dentro il «palloncino» che misura l'eventuale eccesso di alcol nel sangue. «Solo controlli di quelli ordinari, con la paletta e il classico "favorisca i documenti"». Ma, dice, «sono uno che si attiene ai limiti, e con il passare degli anni sempre di più: crescendo si diventa più attenti».
Anche la sua collega Debora Villa, uno dei volti femminili più conosciuti del piccolo schermo italiano - attrice comica a Colorado Cafè, poi la conduzione (dal 2005 al 2008, con Enrico Bertolino) de L'osceno del villaggio e la partecipazione in veste di inviata del programma Le Iene - dichiara di essere, oggi, più coscienziosa alla guida. In passato, invece, ammette con la schiettezza che la contraddistingue, «mi è capitato di tornare a casa un po' “ciucca“: sarebbe stato meglio se mi avessero fermato, adesso mi rendo conto che sono stata irresponsabile».
Su un punto entrambi sono categorici: chi si mette alla guida di un'auto deve farlo da lucido.
A quelli che, da quando è stato introdotto il limite di 0,5 grammi di sostanza alcolica per ogni litro di sangue, sostengono che sia una quantità troppo bassa, Cremona risponde: «Noi italiani siamo un popolo che non si responsabilizza da solo, abbiamo bisogno di regole». Vale anche in altri campi: «Sarebbe l'ideale se, ad esempio, i genitori si organizzassero tra loro per portare a turno gruppetti di compagni di classe a scuola con una sola auto, ma non succede spesso». E vale per i bicchieri di troppo dopo una cena o una serata in discoteca: «I ragazzi dovrebbero fare a turno: per ogni sera uno di loro, quello che si mette alla guida, non beve».
Una pratica che non è ancora un'abitudine diffusa «proprio perché noi - continua il comico - tendiamo a volere tutto, non è che ci piaccia fare delle rinunce: vogliamo il macchinone iperaccessoriato con il turbo venti valvole e la cilindrata potente, che va molto oltre i limiti di velocità consentiti. Lei se l'immagina una Maserati che anche schiacciando l'acceleratore a tutto gas si ferma a 150 all'ora?».
Anche Villa - che di senso critico, al contrario del tonto personaggio di Patti di Camera Cafè, ne ha da vendere - se la prende un po' con le case di produzione. Delle automobili come degli alcolici: «Ora fanno queste bottigliette piccole e accattivanti, che si vendono ovunque, anche al supermercato». Consentire la vendita e poi punire è un po' una contraddizione, fa notare l'attrice. «E allo stesso tempo si vieta l'erba, sostenendo che da questa poi si passa alle droghe pesanti: e dall'alcol no? Quando avevo 25 anni e facevo l'educatrice mi sono resa conto che molti di quelli che bevono arrivano alla droga proprio da lì».
Le restrizioni, però, servono: «È come per il divieto di fumo nei locali: all'inizio ti dà fastidio, poi ti fa riflettere. Nel caso dell'alcol il punto è che, senza fare moralismi, se ti metti a guidare ubriaco finisce che ammazzi qualcuno». Ma il cambiamento, continua, passa anche per altre vie: «Non dico di fare discoteche dove si vendono succhi di frutta e vitamine, con le luci accese e la musica soft: lo sballo, inteso come ritorno a quelle danze tribali antiche, con cui si dà sfogo alla parte più selvaggia, dionisiaca di noi stessi, vanno più che bene. Ma è inutile dire: “Hey, ragazzo, non bere!“. Bisogna dare delle alternative». E va di esempi: gare di street dance in pista, o esperienze di bungee jumpign notturno (provateci a bere prima di lanciarvi nel vuoto, il vostro stomaco ringrazierà).
Per l'attrice siamo ancora indietro: «Non vedo nulla di tutto ciò in giro. Così come gli etilometri: ne vedo pochi». Per Cremona, invece, le cose stanno cambiando in meglio: «Mio figlio, che ha 22 anni, con i suoi amici fa a turno su chi si mette al volante. E noto che, pur di non incorrere nelle multe, la gente sta attenta». E se una sera conoscesse una donna, e questa al ritorno in auto le dicesse: «Fermati, voglio comprare un etilometro», lo troverebbe sexy? «È un'ipotesi fantascientifica, mia moglie mi ammazzerebbe». È già tornato nei panni di Omen.