E i compagni vogliono fare «come in Tunisia e in Egitto»

Il programma è semplicissimo, racchiuso in un solo punto fondamentale: «La parola d’ordine è “Fare come in Tunisia e in Egitto”. Cacciare Berlusconi con la mobilitazione popolare, lottare per un governo dei lavoratori, sarà al centro della nostra campagna». Marco Ferrando, savonese doc, detta la linea del Partito Comunista dei Lavoratori (Pcl) che sarà presente con proprie liste indipendenti nelle prossime elezioni amministrative in quasi tutti i capoluoghi regionali e in importanti competizioni provinciali e di comuni capoluogo, primo dei quali, naturalmente, quello di Savona.
Il grido di battaglia dei comunisti è rivolto in primo luogo contro il premier verso il quale è auspicato il ricorso alla violenza di piazza, alla rivoluzione armata. Ma Marco Ferrando non risparmia neppure critiche ai compagni della sinistra, accusati di essere troppo morbidi. E contro i quali schiererà effettivamente le liste. «Complessivamente - aggiunge - il Pcl si conferma come l’unico partito a sinistra di Sel e Fds capace di una presenza nazionale diffusa. La nostra presentazione è pienamente autonoma e alternativa a centrodestra e centrosinistra, sulla base di un programma coerentemente anticapitalista».