E i dipietristi rilanciano la mozione

"La denuncia di Magnaschi non è da sottovalutare". Bondi: "Si conferma l’emergenza democratica"

Roma - Troppe ingerenze o sospetti d’ingerenza. Le rivelazioni al Giornale dell’ex direttore dell’Ansa Pierluigi Magnaschi rendono ancora più «inquietante» il rapporto tra governo e libertà delle istituzioni secondo l’opposizione. Ma anche nella maggioranza aumentano i malumori dopo il racconto dell’ex direttore della prima agenzia italiana sulla sua improvvisa rimozione. Nella sua conversazione con Il Giornale, Magnaschi ha legato in qualche modo il suo allontanamento dal vertice di via della Dataria con la notizia data in luglio dall’Ansa dell’imminente trasferimento dei vertici della Gdf lombardi, collegandola quindi al caso Visco-Speciale. E c’è ora chi chiede, anche nella maggioranza, che il governo dia spiegazioni sul «licenziamento» del comandante della Finanza Roberto Speciale ed eventualmente sulla denuncia di Magnaschi.
Secondo Egidio Pedrini, dell’Italia dei Valori, «a questo punto è il caso che alcuni parlamentari presentino una mozione con cui si chieda al governo un chiarimento in merito alle motivazioni - spiega - dei provvedimenti assunti dal Consiglio dei ministri nei confronti del generale Speciale». Se la vicenda Visco aveva creato perplessità nella stessa Unione, «l’evolversi della situazione Visco-Speciale - sottolinea Pedrini - presenta degli aspetti di grande criticità». E non sono «da sottovalutare» né le rivelazioni di Magnaschi, né quelle del generale Speciale sul fatto che Padoa-Schioppa «gli avrebbe chiesto la lettera di dimissioni in cambio di una buona sistemazione».
L’intervista di Magnaschi al Giornale «conferma che ci troviamo in una condizione di emergenza democratica», afferma invece il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. «Le nostre libertà sono a rischio», avverte Bondi, se il direttore della prima agenzia di stampa italiana «rivela di essere stato licenziato a causa della pubblicazione di una notizia riferibile all’affare Unipol-Visco-Guardia di finanza». Il governo, per il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto, «si muove come un rullo compressore eliminando qualunque posizione autonoma incontri sul suo cammino». Il presidente dei senatori di An Altero Matteoli porta «solidarietà» all’ex direttore dell’Ansa: la sua denuncia, dice, «conferma il tentativo d’imbavagliare la libera stampa su una vicenda dai contorni oscuri e mai chiariti fino in fondo». Dopo questa denuncia, «anche la Federazione della stampa e l’Ordine dei giornalisti levino la loro voce». Per Benedetto Della Vedova, presidente dei riformatori liberali, lascia invece «esterrefatti» proprio «il fragoroso silenzio dell’Ordine e della Fnsi».\