E i «duri» di sinistra rompono con l’Unione

Anche in Liguria vogliono poter votare tra i banchi istituzionali in coerenza di quanto vanno predicando sulle piazze. Sono gli uomini di Sinistra Critica, quelli che criticano la sinistra di oggi più ferocemente che non certi esponenti di centrodestra.
Sono i fedeli di Franco Turigliatto, il senatore cacciato da Rifondazione per non aver votato allineato al governo per l'allargamento della base militare di Vicenza, dopo che Rifondazione e compagni avevano organizzato una grande manifestazione pacifista. Così, anche in Liguria, i duri e puri di Rifondazione hanno iniziato la diaspora. Venerdì sera, al centro civico di via Buranello, la prima assemblea regionale.
Oltre a Turigliatto, presenti anche Aurelio Macciò, ex capogruppo di Rifondazione in Provincia e Sergio Casanova, della segreteria regionale del partito di Bertinotti, oltre ad esponenti dei più diversi movimenti di area no global e pacifista. L'obiettivo annunciato è quello di «creare le basi, partendo dal basso, per una nuova forza anticapitalista, capace di favorire la ricostruzione del conflitto sociale, del movimento operaio e dei lavoratori».
Per questo, Turigliatto annuncia: «Sia a livello nazionale sia locale non ritengo sia più possibile presentarsi in coalizione con il Partito Democratico». Anche se alcune battaglie saranno comuni: «Quando sarà possibile - precisa il senatore - convergeremo nella "cosa rossa" (l'alleanza fra i quattro partiti della sinistra radicale, ndr) ma a differenza loro non ci accontenteremo di fare da ruotino di scorta al Pd, ma saremo un reale riferimento alternativo per i lavoratori, senza piegarci ad avvilenti mediazioni».
Non a caso Turigliatto ribadisce che il «Pd è il partito delle banche» mentre «la cosa rossa» porta migliaia di persone sulle piazze «ma poi vota in parlamento contro il loro interesse e contro quanto sostenuto tra la gente».