E i lavoratori dell’ex Ilva protestano con Damiano

Anche Emilio Riva vuole rassicurare le maestranze

«Per molti di noi convivere con la cassa integrazione non è semplice, soprattutto alla luce del fatto che le garanzie dell'accordo sembrano talvolta sparire sotto le voci di mobilità, modifiche, assestamenti che non vengono smentite con la determinatezza necessaria lasciandoci nell'impossibilità di programmare il nostro futuro»: è un passaggio della lettera che un gruppo di cassintegrati dell'Ilva ha fatto circolare ieri mattina nel corso di un convegno sulla riconversione delle aree siderurgiche di Cornigliano.
Il convegno, al quale erano presenti tra gli altri il ministro del Lavoro Cesare Damiano, il presidente della Regione Claudio Burlando, il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto, Emilio Riva, l'assessore comunale allo Sviluppo Mario Margini, oltre a vari sindacalisti, è stata anche l'occasione per dare rassicurazioni ai lavoratori dell'Ilva circa il loro rientro in azienda nel luglio 2008. Le parole di garanzie non sono mancate. Il ministro Damiano ha evidenziato l'importanza di «mantenere un'interlocuzione attiva con i lavoratori», per dare loro sostegno in questa fase di disagio. E comunque, ha aggiunto ieri Damiano durante il convegno, «bisogna smettere di dire che la cassa integrazione è qualcosa che grava sulla fiscalità generale, non è così. Si tratta di un istituto di mutualità pagato da imprese e lavoratori, uno strumento che si autofinanzia e che la gente vede in modo distorto», ma a differenza di quello che rappresenta la «mobilità», «mantiene un rapporto tra il lavoratore e l'azienda».