E i lombardi premiano le loro pubbliche amministrazioni

Il 60% dei cittadini promuove gli enti locali. Soddisfazione più alta per i Comuni, bene la Regione, un po' meno la Provincia. Il presidente Anci Lombardia Attilio Fontana: «La gente si accontenterebbe di avere i fondi disponibili oggi, ma sono in arrivo tagli»

Enti locali promossi dai lombardi, quando la pubblica amministrazione non è solo sprechi e privilegi. Sei su dieci, infatti, assegnano un voto positivo a Comuni, Province e Regione. A essere valutato positivamente soprattutto l'operato dei Comuni, che incassano la sufficienza da parte del 64% dei cittadini lombardi.
A rilevarlo una ricerca condotta da Ipsos Public Affairs presentata dal direttore Luca Comodo e dal presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana. La soddisfazione minore si registra nei grandi centri e nella Provincia di Milano, dove la forbice tra chi assegna ai Comuni voto positivo e chi voto negativo scende dal 33% regionale al 20%.
«Giudizi positivi nei confronti degli enti locali - ha spiegato Comodo - si registrano soprattutto nei piccoli Comuni, nei quali la rete sociale risulta più forte». Il Comune si conferma comunque il primo ente di governo al quale i cittadini si rivolgono. Mentre per Provincia e Regione si evidenzia una correlazione con la valutazione dell'andamento della qualità della vita, che dimostra come la valutazione nei loro confronti sia maggiormente influenzata dal clima complessivo in cui si vive, la correlazione salta nel caso dell'operato dei Comuni, il cui agire, ha spiegato Comodo, è valutato dai cittadini puntualmente.
«I cittadini hanno fiducia, emerge una sostanziale soddisfazione per i servizi offerti, ma non so come faremo da qui in poi». Non mancano quindi i peana in vista della stretta d'austerity che parte da Roma. «I Comuni - ha avvertito il sindaco leghista di Varese parlando di risorse - si accontenterebbero di avere i fondi che hanno oggi, ma nei prossimi due anni ci aspettano ulteriori tagli per un miliardo e mezzo nel 2011, più 1 miliardo e 800milioni per i risparmi imposti dal patto di stabilità, e un altro miliardo nel 2012. Potremmo essere costretti a ritoccare servizi anche importanti».