E i lupi di Calderoli finiscono in procura

Quando esce un’intervista di Roberto Calderoli non c’è da scandalizzarsi se qualcuno presenta una denuncia contro l’ex ministro leghista. C’è piuttosto da rimanere sorpresi, come in questa occasione, se calderoli viene denunciato per la sua dichiarazione più innocente e positiva fatta a memoria d’uomo. Capita infatti che a «Vanity Fair», l’uomo che più spesso ha fatto cadere il governo Prodi con i suoi ordini del giorno col trucco parli a ruota libera di sé, si confidi anche sulla storia delle magliette antiislam che gli sono costate la poltrona da ministro, e anche che «apra» la sua casa alla curiosità dei lettori. Ebbene, nessuna polemica è sorta su idee secessioniste o su qualche proposta di legge padana anticlandestini. Piuttosto un genovese che è membro del Comitato Nazionale dei Radicali Italiani, non ha gradito la parte riguardante la «famiglia» Calderoli. La famiglia allargata agli animali con cui il senatore divide la casa e le giornate libere. «In casa ho due lupi, il mio sogno - ha detto Calderoli nell’intervista -. Dove li ho presi? certo non li ho comprati. È vietato. Un mio amico carabiniere che aveva lavorato nel parco se n’è portato a casa una coppia. La femmina era incinta. Due cuccioli li ho presi io». Matteo e Trilli, i lupacchiotti, magari sarebbero anche finiti male, visto che non potevano certo essere venduti. E in casa Calderoli hanno trovato accoglienza. A detta dell’ex ministro non se la passano neppure male.
Ma ad Alessandro Rosasco, il radicale genovese, la storia dei lupi in casa non è proprio andata giù. «La legge vieta di catturare direttamente, o indirettamente tramite un esponente delle forze dell’ordine, due lupi da un parco - fa presente -. Per questo ho inoltrato alla procura della Repubblica di Bergamo una denuncia contro Calderoli. Se venissero confermate le dichiarazioni rilasciate a Vanity Fair, chiedo che anche un ex ministro e parlamentare paghi il dovuto». La butta sull’«egoismo umano», Rosasco. E punta l’indice contro Calderoli al quale pure «nulla gli vieta di sognare di vivere con i lupi». Lui, per adesso, prova a farlo ballare (in tribunale) con i lupi.