E con i numeri verdi va peggio

L’Ater (ex Iacp) dà occupato fin dal primo squillo. L’ufficio contravvenzioni non risponde nemmeno dopo attese di mezz’ora. Il numero verde «Acea - segnalazioni guasti» non è raggiungibile. E quello dell’Inpdap suona a vuoto. Una nostra breve inchiesta tra alcuni centralini di istituti e aziende comunali, regionali e nazionali, registra numeri verdi che segnano «rosso», record di ritardi e servizi inservibili. Inefficienze diffuse, disfunzioni a ripetizione, malfunzionamenti generalizzati rendono molto spesso impossibile chiedere informazioni via cavo o via cellulare, costringendo gli utenti e i semplici cittadini a spostamenti e code faticose. Anche in questo caso, come per le Asl, abbiamo svolto due rilevazioni, in giorni e orari diversi. Il quadro che ne emerge fa di Roma la capitale dei centralini telefonici impazziti. Come quello dell’Ater (l’ex Iacp di Roma): lo 06.68841. Lo digitiamo una prima volta, martedì 14, alle 14.37, dal telefono fisso. Impossibile, però, prendere la linea. Verifichiamo che il nostro apparecchio non sia guasto e proviamo con il cellulare. Sul display compaiono, però, alternativamente, le scritte: «Chiamata non riuscita» e «Non disponibile». Proviamo il giorno dopo, alle 12.55. Identico il risultato. Ma l’Oscar dell’inefficienza spetta senza dubbio al servizio via cavo dell’Ufficio Tributi del Comune di Roma. Chiamando il centralino, allo 06.571100, una voce registrata elenca i servizi tra i quali è possibile scegliere, ma non avverte che bisogna pronunciare ad alta voce quello prescelto. Tuttavia, noi optiamo per l’ufficio contravvenzioni e scegliamo di parlare con un operatore. La prima volta chiamiamo mercoledì 8 marzo alle 15.35 e scegliamo di parlare con un operatore. Una voce registrata, periodicamente, ci avvisa che «gli operatori sono momentaneamente occupati, si prega di attendere». E attendiamo: 35 minuti! Ma nessun operatore risponde! Aspettiamo qualche giorno e riproviamo. Ore 15 del 13 marzo. Seguiamo la stessa procedura. La stessa voce ci prega di attendere, ma dopo 15 minuti di inutile attesa di un operatore, rinunciamo.
E non va certo meglio con i numeri verdi. Come l’800.130332 dell’Acea, per la segnalazione di guasti elettrici per Roma e Formello. Chiamiamo una prima volta mercoledì 8 marzo alle 17 (il servizio è attivo 24 ore su 24). Dopo 50 secondi di istruzioni, digitiamo 3 per «altre segnalazioni». Ma dopo 20 secondi la linea cade. Riproviamo subito dopo e avviene esattamente la stessa cosa. Ritentiamo lunedì 13 marzo alle 14.45. Questa volta la linea non cade. Un disco ripete senza sosta «la preghiamo di attendere, un operatore sarà al più presto a sua disposizione». Ma dobbiamo aspettare ben 7 minuti e 9 secondi. Va peggio col numero verde Inpdap, l’800105000. Chiamiamo una prima volta martedì 14 alle 14.26. Digitiamo il 6 per l’operatore. Dopo un minuto cade la linea. Poi, torna. Il telefono suona a vuoto per 10 minuti, dopo di che, riattacchiamo. Riproviamo il giorno dopo alle 13. Questa volta l’operatore risponde: sono passati 2 minuti e 20 secondi. Rispondono tutte e due le volte le operatrici del Re.cup. il centro di prenotazioni telefoniche specialistica e diagnostica. La prima volta, venerdì 10 marzo, chiamiamo alle ore 9.27. L’attesa è di 3 minuti e 5 secondi, compreso il minuto di istruzioni. La seconda (lunedì 13, alle 14 e 30) l’attesa è più breve: un minuto e 20 secondi. Notazione curiosa: tutte e due le operatrici non sanno cosa significa la sigla del servizio per il quale rispondono al telefono!