E i padani lo beatificano: «Santo subito»

Nostro inviato a Pontida (Bergamo)

«Era ora che l’Umberto ritornasse, ci ha fatto stare in pena» dice all’unisono un gruppo di fedelissimi da Samarate, Varese. «Ci ha fatto preoccupare come fosse uno di famiglia» ammette una coppia di trevigiani con cane azzimatissimo, collare e foulardino verde. Passi per il «sacro suol» di Pontida. Passi anche per il giuramento da rinnovare e per le salamelle da far volteggiare in aria. Ma mescolare il «sacro» col profano è stata la ricetta nuova, che il popolo padano, affluito di buon ora nella roccaforte bergamasca, ha voluto sperimentare ieri. Così, più che Castelli, Maroni e Calderoli, nel tempo che il grande condottiero ritrovasse vigore, lasciarono il segno i Papi. Sì, i Papi, quello che se ne è andato e quello che è arrivato, hanno ispirato e contrassegnato il grande abbraccio al Senatùr e hanno fornito nuova linfa alla mai sonnecchiante fantasia dei padani. Bossi parla da meno di tre minuti e già parte dalla platea il primo «Santo subito», Bossi parla da sette minuti e trentacinque secondi e si alzano i primi cartelli con la scritta «Totus tuus». Si può far meglio? No, francamente no. O forse sì. Basta fa «quater pass», quattro passi, per i non frequentatori della madrelingua lumbarda, tra le bancarelle e i gazebo della kermesse e ritrovarsi a fare i conti della spesa con il «neuro» la nuova moneta coniata dal ministro delle Riforme, Calderoli, per sbeffeggiare pubblicamente l’ufficiale valuta europea. E l’euro, puntualmente, viene sbeffeggiato ai bar e ai ristoranti della grande adunata, dove il panino al salame costa, prezzo scritto a caratteri cubitali: 3872 lire (in piccolissimo due euro) e la birra media: 4840 lire (due euro e 50, la dicitura illeggibile).
Meno male che c’è il referendum. O il ballottaggio. Cioè ci sono le schede con due quesiti da sbarrare, con crocetta relativa. Il primo quesito riguarda l’eventuale obbligo di un referendum su ogni legge di ratifica di una normativa europea, mentre il quesito numero due chiede di esprimersi su un referendum per l’introduzione di una moneta nazionale diversa dall’euro. E lascia spazio a tre opzioni: solo lira, lira e euro, altra moneta nazionale collegata ad un’altra moneta diversa dall’euro. Le schede girano e girano e finiscono puntualmente nelle urne cartonate che i «Bossi Boys», aitanti ma anche non aitanti ragazzi, in maglietta rossa, altra novità di questa Pontida, provvedono a portare fin negli angoli più remoti del pratoni. E, a proposito di banconote e monete ci sono autentici falsi da «cincentmila, cinquecentomila» con l’effigie di Bossi e autentici pezzi da due euro da collezione numismatica con la testa del condottiero. È vero, ci sono i cartelli anti-clandestini (per la cronaca tra la folla ci sono i genitori di Claudio Meggiorin, il ragazzo ucciso a Besano da un albanese irregolare). Ma tutt’intorno, è un vascheggiare inebriante. Sotto gli striscioni che festeggiano il grande ritorno: «Bossi for ever», «Ora e sempre con te, Umberto» e lungo le bancarelle dei ciclisti padani, degli alpini padani, per la serie: la fede va inculcata quando sono piccoli (magliette da perfetto militante con taglie a partire dai due anni d’età). Se vuoi fare un’offerta perché non farla all’ambulanza padana o agli archeologi padani che difendono le origini celtiche del Paese? Vien voglia di correre per uscire dall’impasse di una scelta difficile? Prego, accomodarsi allo stand delle calzature padane: scarpette da jogging morbide e dal peso piuma. Per saltare ogni ostacolo con la massima disinvoltura.

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