E per i più piccoli a Pitti Bimbo arriva Harry Potter

da Firenze

Pitti Bimbo chiude i battenti e registra, ancora una volta, un grande successo di eventi e soprattutto di buyer. Sono davvero notevoli i numeri di questa 64ª edizione: 374 aziende, 510 marchi di cui 188 esteri. Numeri che aumentano sempre più e che fanno della manifestazione fiorentina l’appuntamento più importante a livello mondiale dell’abbigliamento per i piccoli. I grandi nomi ci sono tutti, da Ermanno Scervino a Ferrè a John Richmond a Laura Biagiotti a Roberto Cavalli.
Alla Sala ottagonale della Fortezza da Basso, I Pinco Pallino di Imelde e Stefano Cavalleri, una griffe che ormai da tempo ha raggiunto una fama planetaria, hanno presentato la loro collezione inserendola in una installazione curata da Igor Jotsza i cui lavori si trovano al Moma di New York. E annunciano una partnership con la Warner Bros: in anteprima assoluta ecco la limited edition di capi d’abbigliamento ispirati a Harry Potter. Partirà da Berlino la prima assoluta mondiale del film con l’esposizione dei capi di Pinco Pallino. Altra partnership annunciata a Pitti Bimbo, l’accordo di licenza tra Anna Molinari e Franco Ferrari, procuratore generale di Spazio Blu, che produce e distribuisce su licenza Miss Blumarine. Nasce Blugirl Folies, una nuova collezione dedicata alle adolescenti. «Ritengo che sia importante offrire alle teenager la possibilità di sentirsi glamour pur nell’apparente semplicità di un jeans e di una T-shirt», ha spiegato la stilista. E c’è pure chi pensa ai neonati. Ecco che Roberto Cavalli presenta la collezione da zero a due anni con tanto di super abito per il battesimo.
Diverse le new entry, da Ferrari Junior, prodotta da Jam Session (marchio degli adulti che guidano una Ferrari), a Hogan Junior a Pirelli Pzero. Non sono mancate le sfilate e i momenti dedicati ai bimbi organizzati da Gas, Agatha Ruiz de la Prada, Guru, Moncler, Pinko, Liu Jo, Dimensione Danza, Woolrich, Brums. Sempre più eleganti, sempre più curati e agghindati in ogni momento della giornata: «Ma con grande rispetto – dice Ermanno Scervino -. Penso che l’aspetto più importante da curare sia la componente ludica, il gioco, senza rinunciare all’eleganza». Molto apprezzata la mostra fotografica di Massimo Gatti: 24 straordinarie foto di occhi di bambini in vendita e il cui ricavato è stato destinato all’ospedale pediatrico Meyer.