E i popolari si sganciano: «È stato un errore»

da San Marino

Le polemiche hanno comunque raffreddato gli entusiasmi nel centrosinistra. Alleanza popolare si sfila dal progetto casinò; fermamente contrari anche quelli di Sinistra unita. Alla fine gli unici sponsor restano nel partito di ex comunisti e socialisti. Dice Mario Venturini, coordinatore di Alleanza popolare che a San Marino è il terzo partito di governo: «Abbiamo sempre avuto delle grosse perplessità. Insomma il casinò non ci piace per niente. Ai mie amici che ne sostengono l'utilità per uscire dalla crisi, dico che servono altre strade... ».
Scusi signor Venturini, ma se siete così contrari che ci fate in un governo che ha inserito tra i punti del programma proprio la casa da gioco?
«Quello era l'unico modo per portare questa vicenda alla luce del sole, affrontarla con la necessaria chiarezza e trasparenza. Se la questione andrà avanti, e sottolineo se, allora sarà sottoposta a un referendum popolare».
E voi come vi comporterete?
«Diremo alla gente di votare contro».
A settembre parte la commissione d'inchiesta parlamentare.
«Nelle sedute dell'11, 12 e 13 saranno nominati i commissari. Detto questo, i documenti finora arrivati compresa la lettera della Trillium non vogliono dire nulla, non sono la prova di niente. Semmai dovranno essere accertate le responsabilità di chi ha voluto sollevare questo polverone...»
Questa è la posizione ufficiale. E la sua idea?
«Vuole sapere la mia opinione personale? Negli ultimi 7-8 anni a San Marino sul casinò ne sono successe di tutti i colori. Molti politici sammarinesi hanno lavorato sotto il pelo dell'acqua. Da una parte e dall'altra. Ognuno aveva il proprio referente: chi con il casinò di Venezia, chi con le società austriache, chi evidentemente con i canadesi, con i russi... ».
Tangenti?
«Secondo lei ne parlo con un giornalista?».