E i prof assegnano i primi diplomi

Risultati resi noti a tempo di record. Ma per tutti gli altri gli esiti saranno comunicati dal 9 luglio

Assegnati i primi diplomi. Già ieri molte commissioni hanno terminato la valutazione dei candidati all’esame di Stato. Con alterni risultati: si va dalle promozioni generalizzate, a casi di vera e propria strage. Come al all’Itis Galvani dove in una commissione con sedici iscritti, sono stati ben sei i bocciati, vale a dire oltre il 26 per cento. Un risultato che nella scuola non fa sorpresa perché, dopo l’avvento di Ave Ponzielli come dirigente scolastica, al diploma si arriva solo se si hanno le carte in regola: «Noi facciamo l’impossibile per mettere in condizione i nostri ragazzi di imparare - dice la professoressa - ma i miracoli non li possiamo ancora fare. E poi questi esami mi pare che non siano lo strumento adeguato per verificare la preparazione dei candidati».
Anche all’Itis Maxwel in una commissione ci sono stati due respinti su diciassette. Promossi invece al cento per cento in un’altra. Tutti promossi anche i candidati di due commissioni che avevano frequentato la scuole civiche serali al Settembrini.
Altre commissioni hanno terminato la valutazione dei candidati, ma gli esiti verranno pubblicati solo quando saranno finiti gli esami in tutte le altre superiori: così allo scientifico Cremona i tabelloni verranno affissi all’albo il giorno 9 luglio, allo Zappa e al Russell il giorno 14. È comunque ancora troppo presto per individuare la linea di tendenza delle commissioni a questo esame di Stato. Si confermerà che si tratta di un rito che, almeno fra i candidati interni delle scuole statali, è poco più che una formalità, perché la promozione sfiora ormai il cento per cento?
«Il fatto che a valutare i candidati siano gli stessi insegnanti che li hanno ammessi alle prove - commenta non senza delusione l’ispettore Diodato Pellegrino - ci mette di fronte per lo più a dei risultati scontati. Tanto più che troppo spesso le prove, i colloqui soprattutto, hanno ben poco a che fare con quello che si prevede nelle circolari. Di fatto i colloqui non sono cosa molto diversa dalle interrogazioni fatte in classe fino a venti giorni prima. E allora a che servono?».
Non è un caso che da più parti si chiede che il sistema per arrivare al diploma sia al più presto rivisto.