E i tabloid inglesi scovano il fratellastro musulmano

Bernard Obama: «Lui non c’entra niente con l’islam, non capisco tutto questo baccano sulla sua fede»

da Londra

Mentre le folle europee lo acclamavano come una star, i leader politici gli stringevano la mano come e più che a un capo di Stato, Barack Obama forse non immaginava che a Bracknell, appena 50 chilometri da Londra, una claque d'eccezione facesse il tifo per lui nella corsa alla Casa Bianca. Da una modesta casa popolare inglese la sua «mamma africana» e il suo fratellastro musulmano guardano ammirati l’ascesa politica del Jfk nero; per loro sempre e comunque «Barry junior». A scovare i due fan di vecchia data del candidato democratico ci hanno pensato gli zelanti tabloid inglesi, Daily Mirror e The Sun, che nella contea del Berkshire hanno rintracciato Kezia Obama, prima moglie del defunto papà pastore di pecore in Kenia. Kezia, che ora ha sessatantasette anni e passa il tempo giocando a bingo con le amiche, sposò il padre del senatore dell'Illinois (anche lui Barack di nome) nel 1957, ancora giovanissima. Aveva già un figlio di dodici mesi, Malik, e una bimba in arrivo quando lui partì due anni dopo con una borsa di studio per gli Stati Uniti. Qui si unì a una ragazza bianca, Ann Dunham, che nel 1961 mise al mondo il potenziale futuro presidente americano.
La donna non ha dubbi sul valore del figliastro: «Il mio Barry junior è la persona giusta al momento giusto. Farà i cambiamenti necessari. Se vince sarà il presidente di tutto il mondo». Kezia è tanto convinta, che ha deciso di puntare 50 sterline sulla vittoria di Barack e ogni sera prega perché ce la faccia.
Il tifo è a dir poco sfegatato se si pensa che la matrigna di Obama incontrò per la prima volta l'attuale pretendente alla Casa Bianca solo nel 1985 in Kenya. Sembra, però, sia stato subito amore a prima vista: «Il legame con lui fu immediato, ha la stessa forte presenza fisica del padre». Kezia ricorda poi le aspettative riposte dal marito in quel figlio, che già prometteva tanto. «Lo ha allevato perché fosse un combattente e sapeva che sarebbe diventato qualcosa di speciale, anche se non immaginava potesse diventare presidente degli Stati Uniti» confida la donna.
Nei giorni della visita di Obama in Gran Bretagna, a Bracknell arriva anche Bernard, uno dei quattro figli di Kezia. Bernard ha trentotto anni, da diciotto è musulmano, ma ciò non gli impedisce di confessare la sua passione per letture poco islamiche come lo scandalistico Sun. La differenza di fede non smorza l’entusiasmo e l’orgoglio per i successi del «fratellone», cristiano praticante. Anzi Bernard si interroga ancora sul perché di tanto interesse intorno alla religione di Barack. Davanti alla discussa copertina del New Yorker che ritraeva il senatore nero col turbante e la moglie Michelle nei panni di una terrorista, Bernard liquida tutto con un: «Non c’entra niente, non capisco il perché di tutto quel baccano».
Pare che Obama sia anche un figliastro modello: mantiene «contatti costanti» con la sua matrigna, che adesso sogna un bel viaggio a Washington.