E i tifosi rossoblu bloccano i binari

Paola Setti

«Ferrovie dello Stato - Vietato l’accesso». E invece sono entrati. Del resto era aperto e poi che diamine, i tifosi del Messina han bloccato i traghetti in attesa della sentenza del Tar del Lazio sulla permanenza in Serie A della squadra. Loro, i rossoblu, non mollano, come il presidente Enrico Preziosi. Non la fede, non la protesta. Ieri si son dati appuntamento in piazza Alimonda, il secondo in pochi giorni, che è li che ha sede lo storico club «Ottavio Barbieri». Poi hanno bloccato tutti i treni della Liguria fino alle 22.20.
Non erano diecimila come venerdì scorso, ma 300 subito, 500 poi, oltre un migliaio alla fine. Abbastanza, comunque, per bloccare i treni in arrivo da e per La Spezia. Sono passati dal cavalcavia del ponte di Terralba, quello che prende il via da corso Gastaldi, poco dopo la stazione Brignole. Pochi metri di corteo, scortati da vigili e agenti della Digos. Hanno trovato aperto il cancelletto che dà sulla torretta delle ferrovie e sulle scalette che consentono agli addetti ai lavori di scendere sui binari. «Hanno forzato il cancelletto» dice un’agenzia. «Nessuno ha forzato niente - dicono loro -, il cancelletto era aperto, anzi la vuol sapere una cosa? Resta sempre aperto, ce lo han detto i ferrovieri». Di fatto, hanno piazzato gli striscioni, fra slogan, cori e lancio di petardi, mezzora lì, poi via, si va a Brignole. Tutto fermo, non passava più un treno ieri sera, né in direzione La Spezia né in direzione Ventimiglia. Circolazione interdetta, tanti saluti ai pendolari e ai turisti, qui c’è il Genoa che rischia la C, qui c’è lo stadio Ferraris, «il nostro stadio», che neppure ce lo vogliono dare domenica per la partita di Coppa Italia con il Catanzaro, qui ci sono gli attacchi a «papà Enrico» e insomma ce n’è abbastanza per stare qui, seduti sui binari. «Orgogliosi del passato, fieri del presente, entusiasti del futuro, per tutta la vita a testa alta e a muso duro» recita lo slogan ufficiale di questi giorni di sofferente attesa. Ieri sera anche Preziosi si è mosso. Ha incontrato Regione, Provincia e Comune. I tre enti hanno voluto esprimere alla società e ai tifosi rossoblu la propria vicinanza e far sapere quanto valutino «lo schiaffo subito dalla città». «Siamo con voi, in attesa fiduciosa di un riesame approfondito e serio da parte del Caf della sentenza che ha penalizzato la squadra». Mal comune, vabbè, ma il mezzo gaudio?