«E i titoli tossici del Comune?»

La Procura di Acqui Terme sta indagando sull'acquisto di derivati da parte della Regione Liguria. Anche la Procura di Milano si è occupata dei derivati. Nelle inchieste si ipotizza il reato di truffa ai danni dello Stato da parte di alcuni funzionari di un istituto di credito per avere piazzato titoli «tossici» a amministrazioni pubbliche.
Nulla si sa, invece, di un «altro» titolo derivato, quello sottoscritto dalla Spim, società interamente partecipata del Comune di Genova, definito «tossico» dal suo stesso Presidente, Sara Armella (Secolo XIX del 12.9.09), la quale precisava che «il contratto è stato firmato nel maggio 2007 e già a ottobre, cinque mesi dopo, perdeva 10,6 milioni di euro»(!). La Presidente Armella ha confermato l'esistenza del titolo tossico anche all'Autorità dei Servizi pubblici locali del Comune la quale ha sollecitato la Presidente a segnalare le circostanze anomale che hanno preceduto ed accompagnato la conclusione del contratto di acquisto dei derivati (delibera Autorità 11.11.2009). Da allora nulla si è più saputo dalla Spim la quale non consta avere segnalato il caso alla magistratura. Il che è davvero singolare vista la finalità della Spim, società a capitale interamente pubblico (il Comune di Genova) incaricata di gestire/valorizzare il patrimonio immobiliare disponibile del Comune e di svolgere attività di social housing con 1300 unità abitative ad uso sociale e gli effetti (ossia i maggiori costi) che si ripercuoteranno nei prossimi anni sui genovesi a causa delle perdite prodotte dall'acquisto del prodotto. Nemmeno il Pd ligure ha sentito l'urgenza morale di trattare il caso (eppure non doveva essere difficile visto che la Presidente di Spim è coniuge del vice segretario del Pd regionale Lunardon !!), forse imbarazzato dal fatto che è stato un uomo di fiducia della precedente amministrazione ad acquistare questo prodotto che una perizia acquisita dalla Spim ha definito a rischio altissimo.
*capogruppo Pdl Comune di Genova