E i vescovi chiedono più misure per il lavoro

Città del VaticanoI provvedimenti presi dal governo per fronteggiare la crisi «sono una cosa buona e ci auguriamo siano sufficienti per portare il mondo del lavoro oltre questo difficile passaggio». Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, nella conferenza stampa conclusiva della 59ª Assemblea dei vescovi italiani, sollecitato dai giornalisti, torna a parlare delle misure anti crisi prese dal governo. In primo luogo gli ammortizzatori sociali e le altre misure per aiutare i senza lavoro. Smentisce ancora una volta chi aveva interpretato il richiamo dei vescovi sul mondo del lavoro come una critica alle misure prese dal governo, ma non si sbilancia quando i cronisti gli chiedono di esprimere un giudizio sull’esecutivo. C’è l’apprezzamento per il Libro Bianco sul welfare del ministro Maurizio Sacconi, ma rimangono i timori sulla crisi e l’incertezza su quanto durerà.
A Bagnasco non sono sfuggiti i primi segnali di ripresa, ma alla chiesa preme soprattutto preparare il dopo. Quando la crisi sarà passata, l’auspicio dei vescovi è che le cose non tornino «come prima» ma che tutti coloro che «hanno responsabilità siano più saggi, avendo fatto tesoro degli errori di cui tutti subiamo le conseguenze», e che il mondo riprenda il suo sviluppo «all’insegna di stili di vita maggiore più sobri e solidali». Un cambiamento che riguardi in primo luogo la finanza che dovrebbe mettere al centro «la dignità della persona, altrimenti tutto diventa strumentale». Anche l’espressione usata da Bagnasco a proposito dei lavoratori, che in tempo di crisi rischiano di venire considerati «zavorra» va interpretata in questo senso. La Chiesa è per riconoscere «il valore straordinario della persona, il suo valore assoluto come cuore e misura di ogni altro tipo di relazione». Temi che i vescovi intendono sviluppare nei prossimi anni. Puntando sull’educazione, che è il tema dell’assemblea e quindi dell’attività pastorale per il prossimo decennio. Tra le sollecitazioni dei giornalisti ci sono quelle sul tema dell’immigrazione «Coniugare la solidarietà e l’accoglienza, che fanno parte del dna del nostro popolo, con il tema della sicurezza, che è dovere di tutti nel rispetto delle leggi comuni», ribadisce Bagnasco. E sulle elezioni europee. Nessun pronunciamento della Chiesa, se non l’auspicio che «l’Unione Europea abbia più anima e sia casa dei popoli».