E i viaggiatori danno l’assalto ai call center

da Milano

Qual è il destino di chi, in questi giorni, si trova all’estero, magari in un Paese molto lontano, ed è in possesso di un biglietto Alitalia per il rientro? E chi ha prenotato un viaggio per i prossimi giorni con l’ex compagnia di bandiera? E i punti Millemiglia accumulati dai frequent flyer che fine faranno nel caso Alitalia fallisse? Tutte domande che in questi giorni vengono rivolte sia al call center di Alitalia sia alle associazioni che tutelano i consumatori. Dire che c’è preoccupazione è un eufemismo. Intanto, per evitare brutte sorprese, chi in questi giorni deve viaggiare per lavoro o tempo libero preferisce optare per un’altra compagnia. All’Air One, per esempio, non nascondono che da quando è iniziato il braccio di ferro tra Cai e sindacati «le prenotazioni sono aumentate considerevolmente su tutto il network». La società di Carlo Toto, presente tra l’altro nella cordata pro Alitalia, copre 23 destinazioni in Italia, otto in Europa e due negli Stati Uniti.
Dal call center Freccia Alata di Alitalia, alla richiesta di rassicurazioni sulle prenotazioni effettuate la risposta è che «allo stato attuale tutti i voli sono confermati», mentre su che fine faranno i punti Millemiglia, in caso di fallimento del gruppo, gli addetti al servizio non sono in grado di dare informazioni precise. Giriamo così la domanda al civilista Paolo Martinello, da una quindicina d’anni presidente di Altroconsumo: «Per i punti Millemiglia - afferma il legale - un’eventuale fine di Alitalia creerebbe seri problemi. I frequent flyer, infatti, si aggiungerebbero alla lista dei creditori, ma con poche speranze di recuperare i loro punti. Una via di uscita dall’impasse sarebbe la messa all’asta degli attivi della compagnia con il risultato che il soggetto che in futuro dovrà garantirne la continuità, possa farsi carico anche del “monte-punti” e, in parte, dei biglietti già pagati». Quello del programma Millemiglia non è un affare di poco conto, visto che a grandi linee, se si intendesse monetizzare il capitale accumulato, secondo i calcoli approssimativi di Altroconsumo, 1.000 punti equivarrebbero a circa 20 euro. Cosa fare, allora, per tutelarsi? La scelta migliore, in attesa di certezze, potrebbe essere quella di accaparrarsi biglietti omaggio all’interno del sistema Sky Team, quindi prenotando viaggi con Air France, Klm, Delta, Aeromexico, Korean Air e gli altri vettori che fanno parte dell’alleanza.
«Certo è - aggiunge l’avvocato Martinello - che in questo momento a rischiare di più sono i cittadini lontani da casa con in tasca un biglietto di ritorno Alitalia. Nella peggiore delle ipotesi resterebbero appiedati, anche se potrebbero sondare la disponibilità di posti sempre nella galassia Sky Team. A pensare a loro dovrebbe essere, comunque, il ministero dello Sviluppo economico attraverso il proprio fondo di tutela dei turisti italiani in gravi difficoltà nel mondo. È un fondo che viene alimentato dalle quote assicurative versate dai tour operator. Bisogna vedere, però, se nel momento della necessità questo fondo ha la copertura adeguata».
Ma i problemi per chi deve volare riguardano anche gli eventuali disservizi che si verificano negli aeroporti e nelle via di accesso a causa di improvvise proteste del personale Alitalia, come è accaduto nei giorni scorsi a Fiumicino. Da qui la richiesta del segretario dell’Aduc, Primo Mastrantoni, di un intervento da parte del ministero dell’Interno. «A cosa servono queste manifestazioni di forza che provocano solo disservizi, soprattutto all’utente?», si chiede Mastrantoni. Del clima di incertezza ne hanno intanto beneficiato le Ferrovie, i cui passeggeri sono cresciuti del 20% in agosto.