E i vigili si comprano giubbotti antiproiettile

Armi e strumenti di autodifesa per i vigili urbani della Capitale. A chiederle è l’Ospol (Organizzazione sindacale delle polizie locali) che, a seguito «dell’intensificarsi degli allarmi per un possibile attacco terroristico, soprattutto nei giorni vicini al Ferragosto», osserva come il comandante del corpo dei vigili urbani abbia garantito al prefetto della Capitale «piena collaborazione e disponibilità dei propri poliziotti per i compiti di vigilanza del territorio e di prevenzione degli attentati». Una disponibilità a cui non sono stati affiancati però un adeguato addestramento dei vigili né la fornitura di strumenti per la difesa, propria e dei cittadini. La polemica del sindacato si allarga anche al Governo che «da parte sua, ha varato il “pacchetto Pisanu” nel quale ci si occupa e preoccupa di tutto, salvo che della Polizia Municipale di cui non viene fatta menzione». A fronte di tali considerazioni, l’Ospol chiede quindi che vengano «dotati di armi e strumenti autodifensivi tutti i vigili che prestino servizi esterni, dalla viabilità alla sorveglianza degli accessi alle metropolitane che, con il pretesto ufficiale dello sgombero di venditori ambulanti, rappresenta un tipo di intervento di ordine pubblico specificamente in uno dei siti a maggiore rischio di attentati». Il sindacato annuncia quindi di voler procedere autonomamente all’acquisto di giubbetti anti-proiettile e caschi protettivi da distribuire ai propri iscritti, anticipando le spese che saranno poi attribuite, per il rimborso, al comune di Roma. Infine, «ricordando che i membri del consiglio comunale di Roma sono già stati formalmente diffidati dall’approvare il regolamento concernente l’armamento della Polizia Municipale», l’Ospol annuncia azioni penali e civili contro i singoli consiglieri qualora anche un solo operatore o funzionario rimanesse ferito o coinvolto in eventi pericolosi.