E intanto proseguono gli sgomberi: chiuso il campo di via Maddaloni

Da un lato i rappresentanti delle comunità rom, che contestano le decisioni di Veltroni sui «Patti per la sicurezza». Dall’altro i cittadini romani che hanno ottenuto lo sgombero del campo nomadi abusivo di via Maddaloni. Le due comunità sembrano unite solo nel criticare, da posizioni diverse, le scelte dell’amministrazione comunale in merito alla questione nomadi.
L’insediamento è stato rimosso ieri dalle forze dell’ordine «nella più completa riservatezza, salvaguardando l’incolumità fisica e la dignità delle persone presenti», come riferisce una nota del VI municipio. La presenza del campo nomadi era stata già al centro di proteste da parte di numerose forze politiche: «Alleanza nazionale accoglie con sollievo lo sgombero dell’insediamento di via Maddaloni - affermano Marco e Laura Marsilio, rispettivamente capogruppo di An in Campidoglio e consigliere di An nel VI municipio -. Il risultato è stato raggiunto dopo un anno di lavoro che ci ha visto protagonisti con i comitati di quartiere». Per i due esponenti di An adesso l’impegno è «che venga subito approvato il piano particolareggiato del Casilino, per evitare che l’area verde in questione torni ad essere preda dei senza tetto». La rimozione del campo, quindi, innesta nuove polemiche in merito alla gestione dell’emergenza nomadi. Per Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio sociale, «è ora che si comincino a sgomberare tutti gli insediamenti abusivi realizzati su terreni demaniali», mentre per Federico Guidi e Luca Gramazio consiglieri comunali di An «ogni volta che si procede a uno sgombero a sorpresa, sale tra i cittadini di altri quartieri il timore di vedersi piazzare sotto casa uno dei quattro maxi campi della solidarietà promessi dal sindaco». «Se si sta diffondendo la pandemia antinomadi in tutta la periferia - continuano Guidi e Gramazio - dipende solo dal modo di procedere poco limpido del sindaco, che parrebbe snobbare ogni forma di concertazione».
Sulla questione dei campi della solidarietà anche Fabio Sabbatani Schiuma, presidente del gruppo Misto in Campidoglio, invita Veltroni «a prendere un impegno ufficiale, a non includere il terreno lungo la via Collatina, tra via dell’Acqua Vergine e via di Salone, tra quelli su cui sorgeranno i nuovi campi nomadi». «A giorni - conclude Schiuma - presenterò il testo della petizione al sindaco con la quale si chiede che i cosiddetti “Villaggi della solidarietà” vengano collocati lontano da ogni centro abitato, fino a quando queste persone non dimostrino davvero la volontà di integrarsi».