E intanto Rossignotti promette di entrare in Casa

da Sestri Levante

Ora a Sestri Levante è fotofinish sul serio.
I due candidati che domenica e lunedì si disputeranno il ballottaggio per conquistare la poltrona di vertice dell’amministrazione cittadina, Andrea Lavarello e Giuseppe Ianni, partono praticamente alla pari. Teoricamente, è chiaro.
Ieri, l’altro candidato sindaco, Giacomo Rossignotti, che ha sfiorato il ballottaggio, ha dichiarato l’appoggio a Ianni, sostenuto dal centrodestra.
Entrambe le liste di Rossignotti hanno firmato e diffuso un volantino chiarissimo: «Andare a votare è un diritto. Non votare Lavarello è un preciso dovere. Votare Ianni è una scelta dettata dalla personale sensibilità».
E pazienza se la legge elettorale mette «nell’assurda situazione di dover tornare alle urne nel caso vinca Ianni».
Così il 24,18 per cento del candidato del centrodestra al primo turno diventa subito un 44,26 per cento grazie a Rossignotti.
Si aggiungano l’1,19 per cento di Ena Porcella (presentato da La Destra) e lo 0,78 di Roberto Santi (esponente del Polo civico di centro e pensionati), già schierati al suo fianco, ed ecco che il 47,28 per cento di Lavarello è distante appena uno zerovirgolaqualcosa.
Ieri intanto si sono mossi anche altri partiti a sinistra, con l’ambizione di inserirsi in qualche modo nella contesa e ritagliarsi un posto nel futuro governo della città: il Partito Comunista dei Lavoratori, ad esempio, ha chiesto a Andrea Lavarello di riuscire «se ne ha facoltà e possibilità» di ascoltare Nanni Moretti e «dire qualcosa di sinistra».
Tradotto: l’appoggio della sinistra «ferita e umiliata» potrebbe arrivare. Ma non è affatto scontato.