E io avevo pure scommesso sul «2»

Ok, alzi la mano chi aveva scommesso sulla vittoria del Toro. Eh vabbè, io. Che sono un inguaribile ottimista, e ho puntato qualche euro su un «2» quotato cinque volte dopo la commovente vittoria in coppa Italia. Però cheppalle vedersi annullato un gol validissimo sul pronti-via, tenere bene il campo senza praticamente rischiare mai e poi prendere gol da polli, su rimpalli gravidi di sfiga o sciagurate ingenuità a centrocampo. Arbitri disastrosi a parte, dà fastidio assai restare a secco là davanti. È una bruttissima prima volta che spero resti tale per lungo tempo. Ora tocca agli alibi: faticaccia col Livorno sulle gambe (ma vale anche per loro); difesa inedita e fallosetta (Ogbonna, dove sono quelle meravigliose Crocs arancioni coi tacchetti?); ennesima assenza di Rosina, che serve sempre come il pane. La sosta arriva nel momento migliore, una volta tanto. Sorvolo sulla parentesi Toro-Cagliari del 19 ottobre (si deve vincere e basta) e il cuore corre al derby della domenica dopo. I gobbi sono a pezzi, decimati e umiliati, senza idee e senza gioco. Come una bestia morente è dunque pericolosa assai. È abbastanza certo che tocchi a noi il grato compito di dare il colpo di grazia alla loro stagione. O di subirlo, e sarebbe dannatamente insopportabile.