E io compagno vi dico: quei valori non appartengono al passato

«Il manifesto» è in crisi Ma il suo fondatore dice che non cambierà il nome della testata

Valentino Parlato, «padre nobile» de il manifesto, accetta il guanto della sfida, e ti accoglie con il Giornale squadernato sulla scrivania, gli occhiali inforcati per rileggere, riga per riga, il fondo di Mario Cervi. Lui (che con Ingrao e la Rossanda è l’ultimo dei grandi vecchi del comunismo italiano) vive senza telefonino, ha la casa in redazione, e ti dice: «In 40 anni di giornalismo non ci siamo arricchiti. Ma impoveriti».
Insomma, Cervi vi invita ad ammainare quel sottotitolo orgoglioso, quotidiano comunista...
(Sospiro) «Se sapesse! Qui ce lo chiedono anche alcuni colleghi».
Redattori su posizioni «cerviane» al manifesto? Non ci credo.
(Ride) «No! comunisti... puristi che sostengono: togliamo quell’aggettivo perché non ne siamo degni».
Lei ha una risposta per entrambi?
«Una: non sarò “degno” di quella testata, ma sono testardo e la tengo».
Cervi augura che il vostro giornale viva, ma che prenda atto che il comunismo è «prodotto scaduto».
«Io ringrazio Cervi per essersi occupato di noi. E per l’augurio, non rituale, di superare le difficoltà. Ma gli rispondo così: gli obiettivi del comunismo non appartengono al passato».
Molti a sinistra ne sono convinti...
«Il comunismo se la passa male, la socialdemocrazia non sta bene. Anzi: noi abbiamo preso atto da tempo della caduta del comunismo. Ma la sinistra riformista non riconosce la crisi di socialismo e socialdemocrazia».
Se Atene piange Sparta non ride...
«Mi sento il sopravvissuto di un’ecatombe e so di vivere dentro una grande sconfitta storica. Altri hanno cambiato tanti nomi fino a perdere identità ma non se ne rendono conto».
Si riferisce al Pd di Veltroni?
«La scomparsa di ogni aggettivo alla parola Democratico, è il segno più chiaro di questo impoverimento».
Avrà critiche aspre in redazione per questo senso di disillusione?
«Mi permetta di aggiornare lo splendido Woody Allen che diceva: “Dio non esiste, Marx è morto, e io stesso non mi sento affatto bene...”».
Chi vuole aggiungere alla lista?
«Se il comunismo sembra archeologia è evidente che il capitalismo non se la passa molto bene».
Ma il comunismo tornerà?
«Il suo obiettivo di liberazione e uguaglianza sì. Ma so anche che quel giorno - eh, eh - io no sarò più vivo».
Sembra molto pessimista.
«No, perché so anche che perdendo, il comunismo ha cambiato pure noi. Senza il comunismo l’Europa non avrebbe avuto il welfare».
È una vittoria di mezzo secolo fa.
«Vuole un esempio attuale? La cultura borghese scopre oggi l’esigenza di proprietà comuni sull’ambiente».
Lei vuol dire che gratta gratta...
(Sorriso, boccata alla sigaretta) «Forse ci sono... elementi di comunismo persino in Mario Cervi. Detto da me, vorrei fosse un complimento».