E io fumo alla faccia dello Stato

Egregio direttore, ha notato che per una volta è il resto dell'Europa ad allinearsi alle nostre normative che sono in vigore dai primi di febbraio. Contrastare il fumo mi sembra una delle priorità assolute della civiltà moderna perché conosciamo tutti i danni dimostrati che comporta e quindi bisogna agire fin da subito soprattutto sugli adolescenti. Le nuove norme comportano lo stop alla vendita dei pacchetti da 10 sigarette, che sono quelli più alla portata delle tasche dei ragazzi, e anche stop alla vendita di confezioni di tabacco da meno di 30 grammi, usati per confezionarsi sigarette. I pacchetti saranno corredati da immagini anche forti che mettano in luce i gravi danni alla salute, all'apparato cardiovascolare e ai tumori. È una battaglia psicologica che si aggiunge alle già note normative di non fumare in macchina con donne in stato di gravidanza, con bambini o nelle aree di pertinenza degli ospedali in vigore in Italia. La normativa si estende anche alle sigarette elettroniche con divieto di vendita ai minori di 18 anni, anche del liquido di ricarica con nicotina e facendo si che le confezioni siano a prova di manomissione da parte di minori. Gli intenti sono molto buoni e segno di un grande passo avanti civile.

Alessandro Bovicelli

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Caro Alessandro, lei avrà anche tutte le ragioni del mondo ma io non condivido e, stupidamente non mi adeguo. Sono un fumatore e non ho mai pensato di smettere, anche se invidio chi ci è riuscito. Credo che l'unico modo per smettere con un vizio è di iniziarne un altro, e alla mia età trovo la cosa ancora più pericolosa delle sigarette. E comunque, se un giorno volessi provare a fare a meno delle sigarette non sarà certo perché me lo ordina l'Europa o il governo italiano che, tra l'altro, su questa mia debolezza lucra alla grande. Noi fumatori paghiamo allo Stato quattordici miliardi di tasse in più. Sa che se smettessimo con il nostro vizio a voi taglierebbero le pensioni e vi aumenterebbero le tasse e non di poco? Mi compatisca, mi critichi, ma almeno mi ringrazi.