E da Israele arriva l'«app» che prevede gli infortuni

Il sistema di intelligenza artificiale adottato dal Getafe (Liga): le lesioni sono calate del 65%

Il Getafe, terza squadra di Madrid, è il team della Serie A spagnola che quest'anno ha registrato il minor numero di infortuni muscolari, dieci. Per fare un paragone basta pensare alla Roma, che gioca un campionato impegnativo come quello iberico: nella stagione in corso i giocatori giallorossi finiti in infermeria sono stati una cinquantina. Il Getafe è anche l'unica squadra della Liga che utilizza un'applicazione di intelligenza artificiale messa a punto da una società israeliana, Zone7. Secondo i Nerd con base a Tel Aviv il programma è in grado, attraverso un algoritmo che elabora milioni di dati statistici, di prevedere il momento in cui gli infortuni sono più probabili, consentendo di adottare dei meccanismi di prevenzione.

«Nei giorni scorsi sono stato al telefono un'ora e mezza con il preparatore atletico della squadra», racconta Federico Smanio, numero uno di Wylab, che si occupa dello sviluppo del software in Italia. «L'ho bombardato di domande e i risultati parlano da soli». Anche l'Entella ha iniziato a usare il programma. «Nella fase di avvio bisogna caricare tutti i dati necessari», spiega Smanio. In un cervellone finiscono la storia medica di ogni singolo giocatore e i dati di allenamenti e partite raccolti attraverso sensori Gps inseriti nelle maglie. Secondo Tal Brown e Eyal Eliakim, a lungo analisti nell'esercito israeliano, fondatori di Zone7, nel Getafe il calo misurabile degli infortuni è stato del 65%, e quelli avvenuti sono stati preceduti, nell'80% dei casi da indicatori di rischio. Un dato che, secondo gli sviluppatori, indica che il software ha ulteriori potenzialità di miglioramento. Zone7, utilizzato per il momento da sei squadre di basket universitario Usa e da cinque club professionistici di calcio in Europa, è uno dei simboli più evidenti dell'impatto che la scienza può avere sullo sport professionistico. In prima linea c'è il calcio che, fino a un recente passato e diversamente da basket e baseball Usa, è rimasto legato a un approccio più tradizionale. Una delle glorie del Liverpool di quest'anno, protagonista di una stagione straordinaria (è tra l'altro in finale di Champions League), è il team di ricerca e analisi guidato da Ian Graham. Graham, che vanta un dottorato in fisica teorica a Cambridge, allo stadio ci va poco. Le partite preferisce analizzarle il giorno dopo insieme all'allenatore Jürgen Klopp. Solo ed esclusivamente attraverso i dati del computer.

AA