E il Joker cala anche l’asso-Galliani

Luca Russo

Per difendersi da tutto e da tutti, per tutelarsi da un mondo che sembrava averlo già schiacciato. È stato molto probabilmente per questi motivi che il presidente rossoblù Enrico Preziosi nell'ottobre dello scorso anno si è trasformato da intercettato ad intercettante per registrare di nascosto un colloquio con il presidente del Milan e della Lega Adriano Galliani. A rivelarlo è stato lo stesso Preziosi durante un interrogatorio con i pm di Napoli Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci il primo giugno scorso. L'incontro avvenne, secondo quanto riferito dal massimo dirigente del Genoa, ai primi di ottobre al ristorante Albaretto di Milano: «Eravamo seduti a tavola, solo io e Galliani, ed ho registrato il colloquio utilizzando un piccolo registratore molto sofisticato, di quelli che possono essere collegati per scaricare il file audio nel computer».
«Ho effettuato la registrazione di un colloquio - ha aggiunto Preziosi - perché in quel periodo ero veramente disperato e, a causa delle traversie calcistiche, stavo perdendo la maggioranza delle azioni della mia società: volevo capire cosa era accaduto e quali forze avevano tramato contro di me e il Genoa. Ascoltando la registrazione (Preziosi aveva consegnato un cd rom ai magistrati, come si evince dal verbale, ndr), potrete cogliere passaggi relativi a considerazioni mie e di Galliani circa il rapporto esistente tra Luciano Moggi e il generale Pappa, ancora considerazioni di Galliani circa il fatto che la Juventus si era aggiudicata tre o quattro campionati a discapito del Milan grazie ai rapporti di potere che aveva con ambienti della Federazione e poi ancora riferimenti alla vicenda dell'Epo, nella quale la Juventus aveva indebitamente tratto vantaggio dal capovolgimento della regola secondo la quale la decisione della giustizia sportiva deve intervenire immediatamente e senza dover attendere gli esiti della giustizia ordinaria. Nel colloquio, infine, io faccio riferimento alle mie vicissitudini giudiziarie ed anche al breve periodo di arresti domiciliari che ho affrontato, quale indagato di bancarotta fraudolenta a Como».
Tutto questo succedeva nell'ottobre scorso. Ieri Preziosi ha preferito invece non rilasciare commenti sulla vicenda. Intanto in vista della partita di domenica con il Monza in casa rossoblù è scattata la caccia al biglietto. Dalla mattinata di ieri si sono formate code presso la biglietteria di corso De Stefanis, quella del Genoa Store e anche nelle rivendite «Ticket One» sparse in città. Esaurita la gradinata Nord restano a disposizione ancora biglietti per tutti gli altri settori, ma vista l'affluenza non è difficile ipotizzare che domenica al Ferraris ci si avvicini a quota trentamila.