E la Juventus vince anche in tribunale

Per i giudici il perito ha fornito sull’epo valori probatori «modesti»

Alessandro Parini

da Torino

Intorno alle 13 di ieri, i pochi tifosi che insistono a recarsi presso il Centro Sisport nel tentativo di sbirciare qualche prezioso minuto di allenamento di Del Piero e compagni hanno tirato un sospiro di sollievo: Alena Seredova ha fatto la sua comparsa nel parcheggio posteriore dell’impianto aspettando il suo amato Gigi. Buffon, ovviamente. Il quale in precedenza non era sceso in campo limitandosi a una seduta di scarico in palestra. Nessun allarme in vista di domani, allora, anche se un piccolo dubbio si era insinuato non avendolo visto comparire sul terreno di gioco. Del resto, dopo le brutte sorprese di inizio stagione e del match di andata, la presenza di SuperGigi sarà gradita a Capello: il 30 ottobre, ancora in bacino di carenaggio il numero uno, anche Abbiati diede forfait perché colpito in settimana da un grave lutto familiare. Toccò così a Chimenti, apparso incerto in almeno due gol su tre: sulla conclusione di Seedorf si fece trovare un paio di metri avanti senza riuscire a recuperare in tempo la posizione, mentre sulla punizione di Pirlo sbagliò tutto, dal piazzamento al tentativo di respinta. Salvo colpi di scena dell’ultima ora, sarà quindi Buffon a difendere la porta della Juventus dall’assalto rossonero. E c’è da credere che non veda l’ora di vivere una partita di questo genere, per smentire ancora una volta tutti coloro i quali l’ hanno visto insicuro una volta tornato in campo. Ancora ieri, sul suo sito Internet campeggiava una specie di dichiarazione di guerra risalente al giorno dopo la partita Italia-Germania: «Se qualcuno aveva bisogno di conferme, credo le abbia ricevute. Ho fatto almeno due parate importanti e risposto bene alle attese che c’erano. Mi aveva dato molto fastidio essere dipinto come un portiere insicuro o timoroso: non lo sono mai stato e non bastava certo un infortunio per farmi diventare così. Spero che tutti lo abbiano capito». Sono poi seguite la trasferta contro la Samp e la serata da quasi incubo contro il Werder Brema: in quest’ultima occasione, almeno una parata – su Klasnic – è risultata decisiva per salvare risultato e passaggio del turno. La Juve parte insomma dal suo vero numero uno per difendersi dal prevedibile assalto del Milan, chiamato a vincere per dare ancora un senso alle rimanenti nove partite di campionato. Di sicuro, la Juve non ha mostrato ultimamente la stessa impermeabilità difensiva di inizio stagione: nelle ultime dieci partite ha infatti incassato dieci reti, mentre nelle prime 17 ne aveva subite solo 9. Ieri, intanto, sono state depositate le motivazioni della sentenza di assoluzione al processo di secondo grado per abuso e somministrazione di farmaci che ha visto assolti il dottor Riccardo Agricola e l’amministratore delegato Antonio Giraudo. In sostanza: la legge del 1989 che diede origine al processo per frode sportiva non poteva essere applicata, in quanto emanata per reprimere le scommesse clandestine e non utilizzabile in un ambito come quello del doping che, all’epoca, non era previsto come reato. I giudici non hanno comunque ritenuto probante la perizia medica sul presunto uso di eritropoietina («le anomalie segnalate dal perito appaiono tutte circoscritte in un ambito di normalità di valori»), di cui non è stata trovata prova dell’ acquisto. La procura di Torino ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione.