E Kakà ritrova sul campo la famiglia Oshikiri

Yokohama. Tutti pazzi per Kakà. Protagonista, a sua insaputa, di un siparietto tratto da una trasmissione del tipo «carramba che sorpresa». Accade tutto a Yokohama, la sera dell’arrivo del Milan e del Pallone d’oro, sotto gli occhi di giornalisti, operatori e curiosi, pronti a sfidare il freddo e l’umido della sera, per assistere al primo allenamento del Milan made in Japan. Succede che a un certo punto, concluso l’allenamento, Kakà venga avvicinato da una coppia di stagionati giapponesi, con i quali, si abbraccia e si saluta affettuosamente. E grazie all’interprete, si scambia anche una serie di notizie personali. Alla fine, ecco ricostruito il fatto. Hisako e suo marito Masashi Oshikiri, una coppia di giapponesi, ospitarono molti anni fa, l’allora giovanissimo Ricardo Kakà presso la loro abitazione di Yamagata, dove il brasiliano, all’età di 11 anni, si trovava con le giovanili del San Paolo, per disputare un torneo della durata di tre settimane.
Per evitare spese, i ragazzi furono alloggiati in appartamenti privati e furono «adottati» dalle famiglie che si presero cura di loro. Kakà ha riconosciuto la signora Hisako e ha così ricordato la sua prima esperienza giapponese.