E Keitel recita i versi di Calabrò

Nel film il mercante di pietre Ludovico, occhio disegnato dal kajal e voce sexy, corteggia Leda recitandole versi come questi. «Oh, batte come i battiti del cuore / questa pioggia battente che dilava / tutte le scale i vicoli le piazze / e tutte le autostrade della terra / e senza chiedersi in che stagione siamo / e che cosa ne pensa la gente / scorre e scorre eppure è persistente». O anche: «E non dirò ch’è amore / se non vuoi; / no, non dirò ch’è amore / se hai paura». Sono versi di Corrado Calabrò, sì l’attuale presidente dell’Authority per le comunicazioni. Classe 1935, l’uomo vanta una ricca produzione letteraria, che include il romanzo Ricorda di dimenticarla (Newton Compton) da cui Martinelli ha liberamente tratto il suo film. Anche poeta, Calabrò ha riunito i suoi versi d’amore in un volume edito nel 2004. Dalle note di copertina: «La donna riletta da Calabrò è bellissima e sfuggente, l’oggetto amato, avuto e perduto».