E l’Abi preferisce lo «straniero»

Si è improvvisamente riacceso il dibattito sui costi dei conti correnti bancari. Le ultime indagini si sforzano di capire se gli istituti esteri piombati in Italia negli scorsi mesi abbiano portato davvero una ventata di concorrenza. E poi: i prezzi offerti dagli stranieri sono effettivamente più convenienti rispetto ai listini delle aziende di credito tricolore? Tentare di districarsi in questo campo, come al solito, si rivela una mission impossibile. Ma ha capito tutto l’Abi. La confindustria del credito sembra davvero preferire lo straniero, visto che le due ultimissime convenzioni-quadro per garantire speciali vantaggi agli oltre 450 dipendenti distribuiti tra le sedi di Roma e Milano sono state sottoscritte con Deutsche Bank, per quanto riguarda tutti i servizi bancari (credito, conti, risparmio), e con BankAmericard per le carte di credito. Con buona pace per le 780 banche associate. Eccezion fatta per Unicredit, visto che resta in piedi lo storico accordo con Banca di Roma (ex Capitalia). Mentre dalla bacheca delle offerte speciali è sparito quello con Intesa Sanpaolo.
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