E l’Agricole studia il dossier Italia

«Prioritario ridefinire la nostra posizione strategica. Vale 6 miliardi la quota in Intesa»

da Milano

Concesso un sì condizionato alle nozze tra Intesa e Sanpaolo, per i francesi di Crédit Agricole è ora il momento di ridefinire la posizione strategica in Italia. «Noi abbiamo dato il nostro assenso per continuare questo progetto - ha dichiarato ieri all’agenzia Afp il direttore per lo sviluppo internazionale del gruppo francese, Jean-Frederic de Leusse - ma il Crédit Agricole conserva il diritto di veto. La priorità è ora quella di ridefinire la nostra presenza strategica in Italia».
Il merger tra Sanpaolo e Intesa, di cui l’istituto transalpino è il primo azionista con un pacchetto del 17,8%, pone infatti Agricole di fronte a un bivio: per non veder diluita la quota (al 9,1%) in San-Intesa dovrà decidere se mettere mano al portafoglio o cercare di recuperare quegli attivi che le due banche dovranno cedere per motivi di antitrust. «Siamo attorno a una cifra di 6 miliardi di euro», ha spiegato de Leusse riferendosi al valore dei titoli Intesa in portafoglio. Una somma che potrebbe essere impiegata per l’acquisizione di una rete di agenzie nella penisola. Tra l’altro, secondo alcune indiscrezioni di stampa, Agricole subordinerebbe l’ok alla fusione alla cessione da parte di Intesa di 800 sportelli. Dalla banca guidata da Corrado Passera, il gruppo francese ha perfezionato nello scorso dicembre l’acquisizione per 816 milioni di euro del 65% della società di gestione del risparmio Nextra.
Oltre che la ridefinizione del quadro strategico nel nostro Paese, Agricole intende proseguire nell’opera di rafforzamento della propria presenza sui mercati internazionali, secondo il piano di sviluppo 2006-2008. De Leusse ha specificato che 4 dei 5 miliardi di euro previsti per le acquisizioni nell'area del Mediterraneo e dell'Europa centro-orientale sono già stati investiti dall'inizio dell'anno.
«In sei mesi, abbiamo già sborsato 4 miliardi, perché è preferibile fare queste operazioni all'inizio del piano che alla fine per far figurare i loro risultati nei conti». De Lesse non ha escluso che il target di 5 miliardi venga superato. «Se si devono fare delle operazioni più significative, queste passeranno tramite un aumento di capitale», ha precisato. Tra le operazioni realizzate dall'Agricole dall'inizio dell'anno, l'acquisizione per 350 milioni di euro di una banca egiziana, l'Egyptian american Bank e, in agosto, il controllo dell'istituto greco Emporiki per circa 2 miliardi.