E l’ala moderata dell’Unione s’infuria

Margherita, Radicali e Idv: colpire i ceti medi non è da paese moderno. E Federfarma teme una stangata per le farmacie

Antonio Signorini

da Roma

«Moderati» dell’Unione infuriati a causa della botta fiscale che si profila per la classe media, soprattutto grazie alla sinistra radicale che, invece di incassare, rilancia e minaccia di non votare il ddl al consiglio dei ministri; il ministro dell’Istruzione che indossa l’elmetto e va all’assalto di via XX settembre per i tagli alla scuola e tutti contro tutti sulle varie «priorità» da inserire nella manovra. Senza contare i comuni insoddisfatti e i sindacati del pubblico impiego che preparano lo sciopero.
Non sono bastate né le rassicurazioni né la mediazione di Prodi. La vigilia della Finanziaria 2007 si conferma come una delle più movimentate della storia italiana. E non solo per il sistematico abbattimento di tutte le ipotesi di risparmio che escono dal ministero dell’Economia. Pesano le idee diverse su questioni fondamentali, come quella fiscale. L’ormai certo aumento dell’imposizione sui redditi oltre 70 mila euro lordi all’anno ha fatto perdere le staffe anche a Tiziano Treu della Margherita: «È una manovra squilibrata: ci sono troppe tasse e poco rigore. L’immagine che diamo è quella di un governo che sembra non essere in grado di trovare i risparmi necessari aggredendo gli sprechi e che slitta verso l'aumento delle imposte». Così «si finisce per dare ragione a quelli che accusano il governo di voler colpire soprattutto i nemici». Francesco Rutelli, martedì aveva espresso un giudizio tranchant: «Così l’Italia non riparte». Ieri il ministro della Cultura si è aggrappato alla non ufficialità delle voci: «Tutto è prematuro», ha assicurato. E il testimone della controffensiva dell’ultrasinistra è stato preso dal ministro alle Politiche europee Emma Bonino che ha denunciato pressioni corporative «volte a ridurre l’intervento sulla spesa». Il rigore «si attenua e la pressione fiscale aumenta». Un mix, secondo la Bonino, che «francamente non può essere all’insegna della modernizzazione del Paese promossa da questa coalizione». Pressioni anche dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Ieri a una riunione tecnica della commissione Bilancio della Camera e il governo, i dipietristi hanno chiesto di non colpire i ceti medi, ma su questo, racconta il deputato Salvatore Raiti «hanno detto che ci sarà una riflessione». Idv comunque ha incassato la disponibilità a introdurre nella manovra un taglio dei costi della politica. La partita delle tasse è ormai decisa, con l’aliquota del 43 per cento applicata a partire dai 70 mila euro.
Una vittoria della sinistra radicale, che ieri ha rilanciato: «O la Finanziaria è di svolta anche in tema di ambiente, o io personalmente non la voterò», è la promessa del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. I malumori investono anche i Democratici di sinistra. Il segretario Piero Fassino ha riunito i ministri della Quercia, incontro nel quale sono emerse le preoccupazioni, in particolare sui presunti tagli alla ricerca e alla scuola. Tra i più critici, il ministro dell'Università Fabio Mussi. Preoccupazioni, nel primo partito della coalizione, anche sulla scuola.
I tentativi di mediazione di Romano Prodi sul pianificato taglio del personale non hanno placato i sindacati. Ieri si sono mobilitati anche quelli del personale non docente, con il presidente dell’Anaam Giuseppe Mancuso che ha minacciato, oltre alla ordinaria mobilitazione, uno sciopero bianco del personale Ata, destinato a paralizzare gli istituti scolastici. Il pubblico impiego, dopo il fallimento dell’ultimo vertice sindacati-governo ha messo in calendario un’assemblea il 23 ottobre, premessa per una mobilitazione che comprenderà scioperi e manifestazioni. Insoddisfatti anche i sindaci che non hanno ottenuto dati sull’impatto che la manovra avrà sui comuni.
E c’è chi teme brutte sorprese nei prossimi giorni, come i farmacisti. Per il momento non sono stati oggetto indiscrezioni però - denuncia Federfarma - «è in atto una campagna ben orchestrata che sembra preparare il terreno a un ulteriore salasso a carico delle farmacie nella finanziaria». Il riferimento è a uno studio sul prezzo dei farmaci.