E l’assemblea vara il «gruppo transgender»

An: «A Broglia date un girello per andare a destra e a sinistra» Fi: «Decadimento morale»

Uniti dall’imbarazzo, i cattolici di destra e i laici di sinistra, gli ex fascisti e i post comunisti. Perché qui oggi signore e signori è nato il primo «gruppo transgender» della storia d’Italia, la definizione è di Gianni Plinio il capogruppo di An, sarà pure inelegante ma rende l’idea. E perché qui oggi, gentili elettori non presenti in aula, è nato il primo gruppo politico sia di centrodestra sia di centrosinistra.
Son sempre loro, i «genovesi di mezzo» Luigi Patrone e Fabio Broglia, l’uno ex Gente di Liguria che si dichiara in maggioranza, l’altro ex Udc che si dichiara di un’opposizione alternativa all’opposizione. Ieri si son sottoposti al pubblico ludibrio del consiglio regionale che votava la nascita del loro gruppo, Italia di mezzo, Idm per brevità. Dicono che anche Mino Ronzitti il presidente dell’assemblea trovi aberrante l’ibrido, e che ancor più disumano consideri il fatto che proprio alla sua assemblea sia toccato dargli i natali. Epperò il regolamento e lo Statuto, per quanto appena aggiornati alle esigenze di una società in evoluzione, son già rimasti indietro rispetto ai recentissimi, folliniani tempi moderni, e così non c’è un cavillo che uno cui aggrapparsi. Quindi questo è, anche se non vi pare. Ieri, ed è la prima volta nella storia anche questa, il nuovo gruppo è stato votato solo dal centrosinistra, il centrodestra s’è astenuto. Ci son problemi anche logistici, ha segnalato Plinio. «Vorrei chiedere al presidente Ronzitti dove dovranno sedersi, i due consiglieri. Patrone, che giura di voler restare fedele alla maggioranza, potrà restare nelle poltrone vicine al centro del centrosinistra. Ma a Broglia, che vuol tenere un piede in maggioranza e uno in minoranza, forse bisognerebbe assegnare un girello, affinché possa collocarsi dove vuole a seconda degli umori e dei capricci del momento». Hanno riso tutti, anche il sempre severissimo Ronzitti. E che dire di chi sarà il capogruppo di Idm? Sarà «rotante», ricorda Plinio, visto che Patrone e Broglia hanno annunciato di volersi alternare ogni sei mesi. Ce n’è abbastanza per astenersi, sì, giusto per non votare contro.
Astensione «imbarazzata» anche per Forza Italia, per tutti ieri ha parlato Franco Orsi: «Voto questa delibera con imbarazzo, e mi astengo solo perché è un atto dovuto, però voglio esprimere pubblicamente la mia protesta. Siamo al decadimento morale della politica del consiglio regionale». Perché, ecco, il gruppo dei senza casa esiste già: «Invito i colleghi a superare questa situazione, al limite ad aderire al gruppo Misto, soprattutto a far capire, a noi e agli elettori, quale atteggiamento intendono mantenere. Nella confusione non c'è mai elemento positivo». C’è poi un problema più serio, segnala Orsi, che ha a che fare con l’entusiasmo di Claudio Burlando il presidente della giunta: «Ha fatto molto male Burlando, sfiorando l’oscenità politica, a salutare questo gruppo come una propria vittoria. Io spero che non ci abbia lavorato, ma se è la sua politica ad aver prodotto questo Giano bifronte, sappia che ha mancato rispetto prima di tutto alla sua maggioranza».
La quale maggioranza in effetti condivide, almeno in parte. Ieri l’assessore G.B. Pittaluga di GdL, «tradito» da Patrone, s’è astenuto come il centrodestra. E là dove la Margherita sogghigna, Rifondazione digrigna i denti. Ieri Marco Nesci il capogruppo ha chiesto chiarezza: «La maggioranza non è cambiata: è quella uscita dalle urne il 4 aprile 2005, che lavora al programma dell’Unione. Questo deve essere confermato con nettezza». Ma nessuno lo farà, perché non è così: la maggioranza uscita dalle urne il 4 aprile 2005 adesso ha due voti in più, e sono due voti di centro. Quasi di centrodestra anzi, figurarsi.