E l’Ecofin invita gli istituti a far chiarezza sulle perdite

Chiesti dati «completi e comparabili per ridare fiducia ai mercati». Agenzie di rating, intesa su maggiori controlli

da Milano

A quanto ammontano le perdite delle banche europee in seguito alla crisi dei mutui subprime? Quale livello hanno raggiunto le svalutazioni? Due domande cruciali, alle quali l’Ecofin non ha ancora trovato risposte. Così, martedì prossimo, i ministri finanziari dell’Ue torneranno alla carica per invitare gli istituti di credito a divulgare «rapidamente e integralmente deprezzamenti e perdite subiti». L’incontro dovrebbe anche servire a suggellare l’intesa volta a migliorare il controllo sulle agenzie di rating, in particolare istituendo un loro registro europeo.
Secondo l’Ecofin, conoscere lo stato di salute finanziario della banche è essenziale per «ripristinare la fiducia nei mercati» e per questo nel documento finale verranno chiesti dati «il più possibile completi, comprensibili e comparabili». Inoltre, sarà raccomandato il rispetto degli orientamenti del Comitato europeo dei controllori bancari sulla trasparenza sulle attività e sui prodotti toccati dalla turbolenza subprime e sulla valutazione degli strumenti finanziari complessi e non liquidi. Sui risultati semestrali sarà necessaria un’analisi specifica delle autorità di sorveglianza che poi dovranno esprimere la loro valutazione ai comitati Ecofin in novembre.
Per quanto riguarda le agenzie di rating, il commissario per il Mercato interno, Charlie McCreevy, aveva annunciato due settimane fa che avrebbe proposto «delle misure significative ma mirate» riguardanti in particolare «una registrazione, una supervisione esterna e una governance interna molto più forte». Nella bozza di documento, i ministri si dicono «favorevoli al principio previsto dalla Commissione secondo cui le agenzie di rating dovrebbero essere sottoposte a un sistema di registrazione presso la Ue». Inoltre «il Consiglio incoraggia una maggiore concorrenza mediante l’ingresso nel mercato di nuovi operatori». Tuttavia, mentre McCreevy aveva ritenuto «necessaria» una soluzione «regolatoria a livello europeo», la Francia, «avrebbe sperato in un messaggio più forte di sostegno alle misure legislative annunciate dalla Commissione», secondo quanto riferito da fonti europee.
Martedì prossimo l’Ecofin non prenderà invece alcuna decisione che abbia effetto sui mercati in relazione agli aumenti del prezzo del petrolio. I ministri inviteranno la commissione Ue ad accelerare la preparazione di un rapporto sul «ruolo dei mercati finanziari (cioè della speculazione, ndr) nell’evoluzione dei prezzi». Se ne discuterà all’inizio di settembre. In ogni caso, è atteso che il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, illustri idee e proposte relative alla possibilità di usare le norme europee contro la collusione tra gli operatori dei mercati nel momento della formazione dei prezzi del petrolio.\