E per l’emergenza scelti 5 centri lombardi Bresciani: «Conferma della nostra eccellenza»

Sono cinque i centri lombardi che dovrebbero entrare a far parte della Rete nazionale per la gestione dei casi gravi da influenza H1N1. «Una scelta sulla quale esprimiamo grande soddisfazione», commenta l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani. È «un’ulteriore conferma dell’eccellenza della sanità regionale e un passo avanti nelle strategie di gestione della pandemia, dopo la collaborazione avviata con il Messico, primo Paese ad aver fronteggiato la nuova influenza, l’Organizzazione mondiale della sanità e l’alleanza transfrontaliera con il Canton Ticino». Bresciani definisce «del tutto fuori luogo», la polemica sollevata da un esponente del sindacato di polizia Coisp, Carmine Abagnale, che ha prospettato una possibile scomparsa degli agenti dalle strade della città per la mancata vaccinazione delle forze dell’ordine. «Per quanto riguarda la campagna vaccinale - aggiunge l’assessore - Regione Lombardia segue, come è ovvio, le indicazioni nazionale e in particolare l’Ordinanza Ministeriale del 20 ottobre 2009 che stabilisce che, prima delle Forze di Polizia e di altri servizi, devono ricevere il vaccino gli operatori sanitari, le donne in gravidanza al secondo e terzo mese, i bambini e gli adulti con meno di 65 anni che soffrono di malattie croniche».
La Polizia di Stato è già stata contattata in settembre per concordare le modalità di consegna del vaccino quando le dosi saranno disponibili, 177mila quelle in arrivo che si aggiungono alle 220mila già disponibili.
Intanto sugli scaffali dei supermercati va a ruba il gel per le mani, dopo gli inviti a lavarsi più volta al giorno per evitare il contagio dell’influenza A. Le vendite rispetto all’anno scorso, alla Coop Lombardia sono aumentate del 300%. Boom di visite anche negli ambulatori pediatrici con un 30% in più di lavoro per i medici.