E l’ex segretario di Rifondazione fugge con i soldi

Ultimo messaggio pervenuto: «Ora sto al caldo, ma non vi preoccupate: rimborserò tutto, fino all’ultimo euro». Una refrain già sentito in molte altre occasioni da broker spericolati e che - più o meno - può essere tradotto così: «Cari clienti sono scappato con la cassa e ora mi godo la vita. Quanto ai vostri soldi, potete metterci una bella croce sopra...». Inconvenienti del Capitalismo, potrebbe dire qualcuno. Peccato che in questa occasione il «mediatore finanziario» sia un compagno di Rifondazione comunista: uno cioè che ideologicamente dovrebbe essere dalla parte del Proletariato risparmiatore. Ma evidentemente Gianluca Merchiori («Compagno di provata fede, sempre particolarmente attivo e operoso», secondo la definizione che ne danno gli iscritti al partito della sezione ferrarese) deve essersi convertito a una ideologia più «d’assalto» dell’economia. Fatto sta che il «rosso» Merchiori è sparito con i risparmi dei suoi clienti con cuore (e portafoglio) che battono a sinistra.
Nel 1997 Merchiori, 45 anni, era il segretario di Ferrara di Rifondazione comunista; poi si candidò sindaco, ma venne trombato. Quindi divenne un broker di belle speranze, ma soprattutto di belle promesse: ai suoi potenziali invetitori assicurava infatti «interessi fino al 25 per cento».
Ora la svolta della sua brillante carriera: fuggitivo dai debiti e da chi aveva avuto fiducia in lui (per lo più amici di infanzia, di scuola, di partito, ex fidanzate e parenti). La parabola discendente di Gianluca Merchiori, ha preso adesso la forma cartacea di un esposto-denuncia alla procura cittadina per «truffa, appropriazione indebita e raccolta abusiva del credito».
La somma del buco che avrebbe lasciato alle sue spalle rendendosi irreperibile, sarebbe di quasi tre milioni di euro, per una ventina di clienti-investitori e una decina di amici che gli avrebbero prestato soldi, anche per far fronte, come lui aveva riferito, «a problemi di salute dei suoi famigliari». I clienti interpellati hanno riferito che non risponde al telefono. E che da Vienna, in Austria, dove ha residenza da anni per motivi professionali legati al suo ruolo di broker e perché è sposato con una donna austriaca, non c’è nessuno. E nemmeno i parenti, rimasti a Ferrara, coinvolti anche loro nel raggiro, sanno dove sia finito.
Tra i truffati vi sarebbero nomi importanti (professionisti, amministratori, politici, anche di centrodestra), e perché nelle denunce presentate, che verranno proposte nei prossimi giorni, si ipotizza il ruolo fondamentale e di appoggio di funzionari di alcune banche cittadine, che fornivano a Merchiori assegni (ovviamente scoperti) che lui cedeva ai suoi clienti a garanzia degli investimenti pregressi. Merchiori, secondo gli ultimi clienti che lo hanno visto in città, era a Ferrara fino alla metà di dicembre, rientrato apposta dal Venezuela per tranquillizzare i suoi clienti-amici: a tutti avrebbe detto di attendere la smobilitazione dei fondi investiti, di avere pazienza per rientrare dei propri soldi. Invece dal 20 dicembre in poi non c’è più traccia di lui.
Tornerà?