E l’"imprenditore" Zalone rischia di guidare Confindustria

Il regista Giuliano Montaldo gira il drammatico "L’industriale". Le pellicole italiane sono sempre di più "al lavoro"

Imprenditori-prenditori alla sbarra. Dalla scena politico-finanziaria stanno per rimbalzare sul grande schermo figure poco simpatiche di industriali rotti a tutto, fuorchè all'onore. Oltre alla commedia di Massimo Boldi, Matrimonio a Parigi, con il mariuolo proprietario d’una emittente televisiva, che evade il fisco e poi si ravvede strumentalmente, giusto perché sua figlia, incinta, sta per sposare il figlio d’una Guardia di Finanza, sotto l’abete è in arrivo il film di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone superstar. Dove si prende in giro il mondo spregiudicato dei ricchi industriali, forniti di fantastiche ville e megayacht. «Non farò un film su Berlusconi», rassicura il comico barese da Riccione, alle «Giornate Professionali del Cinema», lanciando il nuovo canale tv Premium Comedy, del quale è magna pars.

Pronto per Natale 2012, il terzo film del fantasista «racconterà il mondo della ricchezza e della borghesia italiana, privi di bussola e di cultura», anticipa Nunziante, svelando che stavolta Checco, tra un equivoco e l’altro, «rischierà persino di diventare presidente di Confindustria». Intanto, la creatura di Zelig fa prove di superlusso a bordo della barca del suo produttore, Pietro Valsecchi, il quale lo porta a spasso nel mare di Capri, blindando in una gabbia confortevole la sua gallina dalle uova d'oro.

Se il pubblico, incuriosito da Cado dalle nubi, ha premiato Zalone, il mondo del cinema guarda al fenomeno con scetticismo: zero premi, infatti. Fra i film seri, Giuliano Montaldo, passati gli ottant’anni, sta montando il suo drammatico L’industriale, dove Pierfrancesco Favino diventa Nicola, che nella Torino di oggi eredita una fabbrica sull’orlo del fallimento. Tra strozzini e banche, lo spregiudicato industriale perderà la testa, uccidendo il socio. Il MiBac ha stanziato 900.000 euro: L’industriale, infatti, riveste «interesse culturale». «Si tratta di un tema molto contemporaneo, che ho sviluppato quasi seguendo il rigoroso film di una inchiesta», spiega Montaldo, ancora irritato per la falsa informazione diffusa a mezzo stampa, secondo cui L’industriale avrebbe dovuto essere selezionato per la prossima Mostra del Cinema di Venezia.CR